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Dottoressa aggredita a Trecastagni: “Mai più in guardia medica”

La dottoressa accusa le istituzioni della mancanza di sicurezza

È durissima l’intervista che la dottoressa aggredita alla guardia medica di Trecastagni ha rilasciato al giornale La Repubblica. Ciò che le fa più rabbia è stata la lontananza delle istituzioni.

“La solidarietà dei miei colleghi è stata massima – racconta – ma posso dire solo una cosa: io sono stata violentata anche dalle istituzioni –  racconta  – Mi sono ritrovata in quella brutta situazione a difendere la mia vita per colpa dei dirigenti dell’Asp. Nessuna vera sicurezza è stata presa nei confronti dei medici in prima linea. Lavoriamo in tuguri, ma questo è un altro discorso…”.

Un’assenza che è stata avvertita dalla donna quando è stata messa in malattia. “Incredibile ma vero: per l’azienda sono stata vittima di un infortunio. Ma mi chiedo: può essere considerato un infortunio il mio?”.

Eppure non era la prima volta che la dottoressa avvisava i superiori della mancanza di sicurezza. Nelle vesti di coordinatrice di presidio del distretto sanitario aveva denunciato una aggressione con rapina ad una sua collega, sempre in una guardia medica.

Ma nella sua, di guardia medica, è tornata solo per prendere un paio di orecchini mentre sul suo futuro “continuerò senza alcun dubbio, a fare il medico. Ma non credo in un ambulatorio di guardia medica, anche se quella scelta non è mai stata un ripiego, ma una decisione consapevole proprio perché volevo essere in prima linea, vicina alle persone che soffrono”.

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Redazione

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