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Dopo il BlackOut del P.S. di Acireale insorgono i giarresi

Insorgono, ma non è la prima volta che lo fanno, i membri del comitato civico di Giarre.

Lunedì scorso per circa due ore è mancata la luce al pronto soccorso dell’ospedale di Acireale, l’accaduto ha fatto storcere il naso in quel di Giarre dove, come è noto, dal 2015 non è più presente l’unità d’emergenza ospedaliera. Tutto il compresorio deve rivolgersi al nosocomio acese. 200.000 utenti serviti da un ospedale dove si sono registrati numerosi casi di malasanità e carenze strutturali come quelle del lunedì di pasquetta, quando è mancata la luce non solo al pronto soccorso ma anche in pediatria neurochirugica, dove sono ricoverati i bambini.

«Il fatto accaduto lunedì è grave anche perché non  se questi disservizi hanno riguardato pure le sale operatorie – ha affermato Angelo La Rosa, portavoce del comitato civico di Giarre – tutti gli onorevoli acesi sostengono di voler puntare all’eccellenza con l’ospedale acese ma fatti del genere li smentiscono».

Angelo Lo Rosa fa il conto delle morti “sospette” di Giarre da che è stato dismesso il pronto soccorso. Sono 11, nel conteggio rientrano casi come quello di Nino Gulisano, il 48 enne morto lo scorso anno dopo tre ore di attesa per un elettrocardiogramma.

«Ci prepariamo a presentare un nuovo ricorso al Tar contro la decisione di fissare un semplice PTE per servire i dieci Comuni del Distretto sanitario di Giarre – spiega La Rosa – Non sono mai stati rispettati i livelli di emergenza assistenziali stabiliti dal decreto Balduzzi: il comprensorio, così riunito, è tanto vasto che di fatto i comuni pedemontani di Linguaglossa e Castiglione superano quei parametri di percorrenza stabiliti dal decreto. Di fatto, il nuovo piano, toglie pure il pte a Giarre».

«E ancora una volta ci chiediamo come mai si è preferito concentrare tutto su Acireale, che è vicino al Cannizzaro, a scapito dell’ospedale di Giarre che di fatto avrebbe coperto 50 chilometri tra Taormina e Cannizzaro – spiega ancora La Rosa – serviva tagliare i costi? Piuttosto sono aumentati, perchè oggi si fa più ampio ricorso all’elisoccorso anche solo per accertare la morte di una persona anziana, dal momento che l’ambulanza di Riposto, ad esempio, è sprovvista di medico a bordo.»

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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