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Donne senza lavoro in Sicilia. Regione ultima in Europa

La Sicilia non ha spazio per le donne lavoratrici e si posiziona  come ultima regione in tutta l’Europa.

A dirlo sono le percentuali, i calcoli e tutti i censimenti che registrano come tra la Sicilia e il resto dell’Italia ci sia un abisso in tema di occupazione femminile.

La media italiana è del 48,9% ma in Sicilia solo il 29,2% delle donne lavora, per un totale di 493mila di cui 333 mila a tempo pieno e 160mila part-time. È evidente un grande squilibrio.

Se, inoltre, la piccola percentuale si compara con quella europea, la Sicilia viene totalmente “schiacciata” dalla media Ue che registra il 62,3% di donne che lavorano. Non di meno, l’Isola occupa l’ultimo posto nella classifica europea.

Il settore agricolo come possibile soluzione per le donne lavoratrici

Uno dei settori dove pare che l’occupazione femminile sia sempre maggiore è quello agricolo. Infatti, in agricoltura lavorano circa 25 mila donne su120 mila addetti.

Si tratta, però, di un lavoro stagionale al 90% che segue l’andamento del comparto. Altre 11 mila lavoratrici sono attive nell’industria agroalimentare e rappresentano il 10% del totale dei dipendenti.

Alfio Mannino, segretario generale della Flai Sicilia, è fiducioso e ritiene che questo settore “può fare da traino all’occupazione femminile, sfruttando soprattutto le opportunità offerte dall’Europa, che stanzia al proposito cospicui investimenti”.

“La riforma del collocamento agricolo, che rivendichiamo da tempo – prosegue Mannino – favorendo l’incontro da domanda e offerta in una condizione di trasparenza e legalità può favorire l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro e migliorare la qualità del lavoro, evitando forme di sfruttamento e abusi di cui spesso sono vittime le donne”.

“L’occupazione femminile – dichiara il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro – è uno snodo fondamentale anche della lotta contro la violenza di genere. Il nostro impegno per il lavoro, contro disuguaglianze, stereotipi, segregazione occupazionale e per il giusto valore alle competenze femminili continua in tutte le sedi, in quelle della contrattazione e in tutti i luoghi dove occorre fare valere le pari opportunità e contrastare la violenza e le molestie. Analogamente prosegue la nostra battaglia contro la mafia”.

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