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Donna morta all’ospedale di Giarre. I Sindacati: “Asp 3 alla deriva”

Giarre –  E’ morta ufficialmente per un arresto cardiaco la donna rimasta ricoverata al Pronto Soccorso di Giarre, per poi essere trasferita solo dopo 3 giorni al reparto di competenza. Una morte, oltre che dolorosa, sospetta pure per i figli che hanno presentato un esposto alla Procura. La cartella clinica della donna è stata quindi sequestrata e si rimane in attesa della disposizione di una eventuale autopsia. Ad intervenire durante il malore della donna, avvenuto nella notte tra il 2 ed il 3 maggio, il medico reperibile di turno che, però, si trovava a Gravina di Catania. Non una mancanza da parte dell’operatore ma, probabilmente, a causa del cambio di uso dell’ospedale di Giarre.

“A Giarre – commenta Calogero Coniglio, segretario regionale del coordinamento Fsi-Cni Sicilia  – la recente scelta di chiudere il Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Sant’Isidoro, ha provocato il primo grande problema. Non è accettabile che un reperibile Medico di reparto debba arrivare da Catania con tutti i ritardi connessi e collegati alle varie emergenze di reparto. Si tratta di mancanze di un sistema, quello sanitario dell’ASP 3 che non ha rispettato la legge 502/92 riguardo le proprie scelte collegate alla partecipazione del territorio sulla  chiusura del locare Pronto Soccorso. Queste, purtroppo, sono le gravi conseguenze che non possono ricadere sul personale sanitario che subisce ogni giorno aggressioni gratuite per problemi di malasanità non certo sempre a loro imputabili”.

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Redazione

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