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Beachsoccer: il tiro perfetto e la supercoppa torna alla Domusbet Catania

DOMUSBET ESULTANZAAristotele diceva che il Tutto è’ più forte della somma delle parti. Nella Domusbet il tutto ha un solo nome il gruppo. Il momento della verità, del volere è potere, del tornare ad alzare un trofeo ormai lontano sette anni. Supercoppa si chiama orgasmo sportivo, il piacere da conquistare dopo i sacrifici di stagione nonostante la forza dell’avversario chiamato Terracina. La compattezza che nasce anche da scelte dolorose con Della Negra che sceglieva Madjer e non Gabriel ma con un Belchior è un Antonio in più ad irrobustire un roster che in nove partite ha annientato il suo Girone. Gruppo e fedeltà, Della Negra sceglieva Del Mestre, Corosiniti, Palazzolo, Fred e Zurlo. Tensione e nervi alti quando Del Mestre perdeva palla ma poi chiudeva su Palmacci. Bloccata la formazione etnea nei primi minuti, disincantata Terracina pericolosa con Palmacci.

Piccoli passi in cerca del l’attimo giusto, del momento da sfruttare con Belchior, Madjer e Antonio nuove frecce: così Antonio faceva tutto bene procurandosi e trasformando il libero del vantaggio Catania. A metà ripresa la magia di Madjer era superba, ma il pallonetto a scavalcare Spada si perdeva di un soffio fuori. Personalità etnea nel gestire la sfera ma spreco nel non sfruttare due preziose occasioni dove Zurlo arrivava in ritardo sulla sfera. Chi sbaglia paga, così Terracina trovava il jolly con un tiro sotto l’incrocio per il pareggio a uno dalla fine. Botta e risposta ad inizio ripresa, prima Olleja poi Belchior sfioravano il vantaggio. Gara appesa con Una Domusbet Catania molto sorniona e compassata è un Terracina ordinato e cinico. Come la classica delle finali dove l’episodio la fa da padrone ed avere qualità ti aiuta: così Belchior trasformava un libero perfetto per il 2-1, ma il vero gol lo faceva Paterniti volando sulla conclusione di Palmacci. Ma era tempo di magie a Riccione e dal cilindro ecco il colpo tutto verdeOro quello di Fred che frustava dalla distanza uccellando Spada, 3-1.

Finale da soffrire fino alla fine, perché Palmacci decide di riaprirla con una perla sotto l’incrocio. Si lotta fino alla fine, alla ricerca del centimetro da conquistare, con anche il minimo errore a resettare tutto. Così Palmacci trovava il secondo jolly pareggiando il match. Gli ultimi minuti sono uno Spada show che vola prima su Belchior e poi su Platania togliendo il pallone della vittoria. Pressava Catania fino alla fine, fino all’ultimo secondo quando il collo perfetto di Madjer impattava la sfera, Spada era superato sulla sirena, era orgasmo sportivo, era vittoria, era Supercoppa.

Le lacrime solcano il viso, la gioia resta enorme per aver conquistato nuovamente o gloria. Gioisce la perseveranza è il saper fare di Giuseppe Bosco tremendamente ostinato, quanto il patron Domusbet Francesco Di Paola. La vittoria di un grande tattico e di una capoccia come Luca Della Negra tanto signore quanto bravo…la vittoria di un gruppo pazzesco, del tutto rappresentato da due colori il rosso e l’azzurro che scorre nelle vene di ognuno di loro e nelle qualità esponenziali del singolo, per un percorso personale chiamato appartenenza. La vittoria dei dirigenti da Tardo a La Torre e di tutto lo staff. La lacrime scendono, ma è’ subito asciugata dalla fame di conquistare anche il tricolore, ma per ora si gode e si festeggia.

Giuseppe Bosco  raggiante per la gioia dichiara: “Sono molto felice ed i ragazzi e tutti noi meritavamo questo successo, gara sofferta e dura che devo dire ci siamo complicati un po’ noi. Però va bene cosi dovevamo vincere e siamo riusciti a farlo grazie anche ad un pizzico di fortuna e al colpo di un campione come Madjer. – chiosa Bosco – Adesso godiamo ma domani dobbiamo subito resettare e pensare alla Lazio avversario duro e a questa Final Eight scudetto un tricolore che non vinciamo dal 2008. Siamo tosti e forti ma adesso abbiamo tre giorni da urlo però la spinta di questa vittoria potrebbe essere fondamentale”.

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Redazione

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