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Docenti in protesta alla RAI: “No alla deportazione”

La chiamano “la nuova questione meridionale” e, secondo gli insegnanti costretti a emigrare al Nord, è l’esito “disastroso” della legge 107, la cosiddetta Buona Scuola.

Sono un centinaio i docenti in protesta davanti alla sede catanese della RAI ma, contemporaneamente in molte altre città, identici sit in chiedono al MIUR l’eliminazione del vincolo triennale sulle assegnazioni provvisorie e un intervento che trasformi tutto l’organico di fatto (100.000 posti ogni anno) in diritto.

scuola protestaParlano di “deportazione” di migliaia di lavoratori “illusi di poter tornare nelle nostre terre, quindi non fermeremo la protesta finché non ci ascolteranno”. Usb, Nastrini Liberi Uniti, ODS, Nastrini Rossi, Comitato 8000 fase B e tanti altri docenti uniti sotto un’unica sigla: “il diritto al lavoro”.

“Quest’anno – spiega Antonella Trovato, una delle organizzatrici della protesta – abbiamo lavorato al Sud in classi vere con alunni veri. Vuol dire che anche qui c’è l’esigenza di avere docenti. Non possiamo vivere lontani dalle nostre famiglie a 1600 chilometri da casa con lo stipendio da insegnanti. Abbiamo mutui, figli, anni di carriera alle spalle, tutto al Sud. E’ un’emergenza sociale a livello nazionale, qualcuno ci deve ascoltare senza creare una guerra tra poveri”.scuola protesta

Molti degli ex precari storici si scagliano contro la motivazione accampata dal Governo per giustificare il vincolo dei 3 anni prima di poter richiedere l’assegnazione provvisoria al Sud. Cioè, la tutela della “continuità didattica”.

Molti di noi non hanno mai insegnato al Nord o sono stati spostati dopo un anno in un’altra scuola, di quale continuità didattica si parla? C’è la volontà precisa di deportare i docenti meridionali perché al Nord nessuno vuole insegnare. La motivazione è esclusivamente economica: vogliono trattarci da pezzenti perché al Meridione non ci sono molte alternative”, aggiungono altre manifestanti.

Hanno ridotto migliaia di lavoratori a pedine di una mobilità coatta. Chiediamo solo di esercitare il diritto all’assegnazione provvisoria e non ci fermeremo finchè unito il mondo della scuola non farà sentire la propria voce”.

Una battaglia infinita che sembra far rima, ancora, con “precariato”.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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