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Diversamente abili in piscina al Mazzei-Sabin di Giarre

Sta riscuotendo un enorme successo il progetto denominato “Handicap e acqua” rivolto agli studenti diversamente abili dell’Istituto di Istruzione Superiore Mazzei-Sabin di Giarre. 

I destinatari del progetto sono in particolare gli alunni della scuola che vivono una situazione di handicap e/o di grave disagio sociale e psicologico.

Il progetto è coordinato dal Professore  Vincenzo Malfitana, esponente  della Federazione Nuoto e insegnante di educazione fisica con specializzazione di sostegno, nonché gestore della piscina Mareneve, ove si sono svolte le attività alle quali hanno preso parte tecnici delle Federazione Italiana Nuoto, oltre ai docenti di sostegno.

Le referenti sono invece le professore Carmela Campo e Santa Agnese Pennisi che hanno potuto realizzare il progetto anche grazie al sostegno dei Dirigenti Stefano Raciti e Maria Luisa Leotta.

Va detto che l’attività acquatica con persone disabili non è da considerarsi solo sul piano ricreativo, che pure ha la sua enorme importanza, ma come parte integrante di un progetto complessivo rivolto alla persona svantaggiata che possa servire alla stessa per promuovere una più integrata coscienza corporea dello spazio e del tempo e per  favorire il miglioramento delle funzioni di equilibrio e del tono muscolare, nonchè il corretto sviluppo delle funzioni neuro motorie e sensopercettive.

Partendo dalle capacità e dalle potenzialità degli alunni coinvolti, spesso insospettabili senza un’attenta verifica con stimoli adeguati, l’obiettivo del progetto è quello di far raggiungere agli studenti  il più alto livello di autonomia possibile, favorendo negli stessi il processo di  integrazione nel contesto sociale.

In altre parole con il progetto in questione si vogliono fare sviluppare al disabile determinate capacità, ma allo stesso tempo si vogliono mettere in moto determinati processi di socializzazione. In particolar modo l’esperienza degli anni precedenti  ha insegnato che proporre quest’ attività a persone con problemi psichici, che associavano forme di psicosi o d’autismo anche gravi, ha determinato ottimi risultati. Si sono ridotte molte manifestazioni d’ansia o di vera e propria paura nei confronti del mondo esterno, in alcuni casi sono addirittura scomparse crisi psicotiche con manifestazioni d’aggressività.

Va detto anche che l’esperienza di piacere, derivante dall’attività in acqua, permette ai disabili di vedere e rappresentare la realtà in modo diverso, anche fuori da essa.

Volendo riassumere: autonomia personale, sociale e integrazione sono in sintesi le finalità del progetto.

 

 

 

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Redazione

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