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Cronache

Dissesto, Confsal “Con la vecchia politica niente cambierà”

Il segretario provinciale della Confsal, Santo Torrisi, commenta così la disastrosa situazione finanziaria del Comune di Catania.

«Ci siamo quindi e ci siamo fino al collo. Catania è in dissesto. In tanti si chiedono cosa succederà, chi ci perderà e chi potrebbe guadagnarci. Certo il fallimento di una comunità non è cosa che capita tutti i giorni ma quando capita è una iattura per l’intera città. Eppure non si è arrivati a questa situazione improvvisamente e inconsapevolmente. Tutte le amministrazioni degli ultimi 20 anni sono responsabili di questo scempio. Quando sono diminuiti i trasferimenti dal nazionale e dalla regione occorreva una vera svolta e programmare attività e servizi con severa responsabilità, ma si è preferito andare avanti rattoppando alla meno peggio i bilanci».

«Noi del sindacato Confsal -sottolinea il segretario- crediamo che questa situazione rappresenta decisamente il fallimento di una e, forse più generazioni di amministratori, di politici che hanno incarnato un modo inaccettabile di amministrare e di fare politica. Incapaci di far pagare le tasse a chi doveva pagarle. O forse non si è inseguito veramente l’evasore per fini elettorali. Eppure tutti, dai politici alle associazioni intermedie, attraverso concertazioni e accordi, per andare avanti, hanno fatto finta di non sapere e di non capire ma in fondo tutti sapevano come si sarebbe chiusa questa vicenda, sperando nei soliti gesti di generosità elettorale di qualche governo compiacente che, in questo caso, non c’è stato».

«Crediamo che questa classe politica, tutta, debba fare severa autocritica e dare spazio ad altri cittadini che vogliono scommettersi per far rinascere la nostra bella e amara Catania. Certamente in questa situazione di grave emergenza pagheranno i cittadini! Certamente quelli più fragili e bisognosi, proprio quelli che dovrebbero essere più tutelati. I furbi in qualche modo la faranno franca. Si taglieranno servizi, tutele e si ridurranno prestazioni. Chiediamo a gran voce che i lavoratori e le cooperative sociali, in attesa di 7/8 mesi di stipendio, siano nelle urgenti priorità di questa amministrazione».

«Se si continua sulla vecchia e fallimentare politica con cerimonie oramai fuori tempo, con esclusioni non democratiche e prevaricazioni varie, con cabine di regia e ritualità connesse che hanno portato a questa amara situazione, allora nulla cambierà. Pagheranno i deboli, cioè i lavoratori, quelli in attesa di mesi di stipendio o quelli che vedono svanire prospettive e con esse il futuro. Tutto resterà uguale a se stesso. Come recita bene il Gattopardo: “Non sprechiamo questa occasione per cambiare volto e modalità”», conclude così Torrisi.

EG.

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Redazione

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