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Per la Corte dei Conti, presupposti per il dissesto del comune

Catania – Ci sarebbero tutti i presupposti per dichiarare il dissesto al comune di Catania secondo la Corte dei conti. Nella nota inviata il 5 ottobre, la Corte dei Conti sottolinea non solo la presenza di criticità, ma anche la mancata risoluzione di queste ultime.

“Tali elementi inducono la Sezione a ritenere sussistenti i presupposti per la dichiarazione di dissesto… ”

“…I dati precedentemente esposti, invece, evidenziano come la programmata definitiva risoluzione delle criticità riscontrate nel corso degli ultimi esercizi finanziari non risulti affatto dimostrata; al contrario si manifesta un evidente e significativo aggravamento delle situazioni rappresentate al momento dell’approvazione del piano..”

“…In particolare vengono in rilievo gli squilibri nella gestione dei residui, la conservazione in bilancio di un rilevante ammontare di residui attivi vetusti e di dubbia esigibilità, la crisi di liquidità ed il costante ricorso alle anticipazioni di tesoreria e l’esistenza di un ingente quantitativo di debiti fuori bilancio.

Inoltre, come espressamente riconosciuto dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (sentenza n. 4/1998), non può non evidenziarsi che la dichiarazione di dissesto risulta comunque funzionalizzata a favorire l’avvio di un percorso di risanamento virtuoso indirizzato al ripristino degli equilibri di bilancio e di cassa, così da permettere una completa funzionalità dell’amministrazione e, al contempo, il risanamento finanziario e la salvaguardia della parità di trattamento tra i creditori…”

“…Devono anche considerarsi, quale ulteriore fattore di criticità che rende più ragionevole l’attribuzione alla Corte di un sindacato più ampio ai fini della valutazione del piano di riequilibrio, i ritardi e le inadempienze che contraddistinguono l’operato dell’organo di revisione dell’ente.

Nel caso specifico, difatti, la relazione sull’andamento del piano di riequilibrio relativa al secondo semestre 2015, che, sulla base di quanto previsto dall’articolo 243 quater, comma 6, del Tuel doveva essere trasmessa a questa Sezione entro il 15 gennaio 2016, risulta pervenuta solo in data 19 aprile 2016 e la stessa si limita a riportare in un foglio di calcolo i dati riferiti alle risorse e agli impieghi per il periodo considerato, raffrontando le previsioni del piano e i risultati raggiunti in chiave esclusivamente numerica.

Successivamente il medesimo organo di revisione, destinatario di un’apposita diffida ad adempiere al fine della necessaria redazione di una esauriente relazione sull’andamento semestrale del piano di riequilibrio, in data 6 maggio 2016 ha fatto pervenire un succinto documento che descrive in modo sommario alcuni dati riferiti al periodo esaminato.

Inoltre gli elementi riportati nei prospetti relativi a ciascun semestre non forniscono alcuna indicazione sui criteri di calcolo impiegati per determinare la specifica consistenza di alcune fondamentali voci ricondotte tra le risorse e gli impieghi…”

E ancora: “Così, ad esempio, la quantificazione dei debiti fuori bilancio per ciascun semestre non risulta comprensibile anche in considerazione degli autonomi accertamenti compiuti dalla Sezione per la verifica dell’esistenza di debiti fuori bilancio non ricompresi nel piano.

Allo stesso modo non risultano indicati i criteri impiegati per la verifica dell’esatta consistenza dei tagli relativi ai trasferimenti erariali e regionali, nonchè per la determinazione dell’onere scaturente dalla minore lotta all’evasione…”

“…I predetti elementi di incertezza fin qui descritti sono ulteriormente aggravati per effetto della obiettiva difficoltà di valutare alcune specifiche voci, quale quella contemplata tra le risorse alla misura n. 6, azione 15, relativa alla gestione dei servizi sociali, che già al momento dell’approvazione del piano, anche se oggetto di una specifica sezione dello stesso ( allegato C), non permetteva l’individuazione in termini concreti dei risultati migliorativi programmati e, allo stesso modo, in sede di verifica, la mancata esplicitazione delle modalità di determinazione dei risultati riportati nei prospetti non consente di giudicare l’attendibilità dei considerevoli risultati positivi raggiunti.

Inoltre spesso si riscontra, come ad esempio in riferimento all’accertamento e la riscossione delle entrate, la trasmissione di dati non coincidenti con quelli riportati nei documenti contabili acquisiti in sede istruttoria…”

“…Nel caso specifico si ritiene che la rappresentazione della situazione economico finanziaria del comune di Catania, al momento dell’approvazione del piano di riequilibrio, risulti caratterizzata da un’evidente sottovalutazione dell’effettiva consistenza delle passività da ripianare…”

E ancora: “Tale assunto è dimostrato dalle successive acquisizioni istruttorie che hanno permesso di determinare in modo più attendibile l’insieme dei debiti fuori bilancio realmente sussistenti, il volume complessivo del contenzioso e una più puntuale definizione dei rapporti con le società e gli organismi partecipati, rispetto ai quali il divario tra i dati esposti nel piano di riequilibrio e quanto già accertato nell’ultima verifica sul secondo semestre 2014 e confermato con l’esame dei dati riferiti al 2015, permettono di affermare che una considerevole porzione delle passività, pur se in forma latente, non è stata oggetto di una valutazione attendibile in grado di rappresentare compiutamente l’esatta dimensione delle passività gravanti sull’ente…”

“…Tale situazione, nel caso del comune di Catania, risulta considerevolmente aggravata, come accertato a seguito delle verifiche relative al secondo semestre 2014 e al primo e secondo semestre 2015, e consente inoltre, con ragionevole certezza, di potere riscontrare che la rappresentazione delle passività già esistenti e di quelle potenziali al momento dell’approvazione del piano, in considerazione dei dati emersi dalle verifiche sopra menzionate, non possa essere considerata attendibile in quanto risultano sottostimati in modo evidente i fattori di squilibrio realmente sussistenti a carico dell’ente…”

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Redazione

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