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Terremoto giudiziario al Comune di Catania: avviata inchiesta su bilanci “truccati”

Sarebbero 36 gli indagati della maxi inchiesta che ha colpito il Comune di Catania. La tanto temuta condizione di dissesto nella quale l’Ente versa non sarebbe altro che il risultato prodotto da una serie di bilanci “gonfiati” e poste di bilancio abilmente truccate.

L’accusa

Secondo quanto riporta il giornale on line “Live Sicilia”, ad operare dietro queste truffaldine manovre, ci sarebbero volti illustri ai vertici dell’Amministrazione tra il 2013 e il 2018.  A gestire la delicata inchiesta, la Guardia di Finanza unitamente alla Polizia Economica e Finanziaria e agli ispettori del Mef.

Gli indagati a vario titolo sarebbero accusati di aver “attestato falsamente fatti”. In particolare – si apprende negli atti di cui LiveSicilia è in possesso – “mendacemente attestavano previsioni di entrata dolosamente sovrastimate, previsioni spesa scientemente sottostimate, altresì integrando omissioni in merito al riconoscimento e all’iscrizione di debiti fuori bilancio dei quali erano a conoscenza, in quanto maturati negli esercizi precedenti”.

Nel mirino degli investigatori della Guardia di Finanza, numerose poste di bilancio alterate. Tra queste, stando a quanto riportato da Live Sicilia, il contratto di servizio con AMT, l’azienda metropolitana trasporti. Per fare quadrare i conti, gli indagati avrebbero “stanziato una previsione di spesa inferiore a quella contrattualmente stabilita”. Contratto di servizio che l’azienda metropolitana ereditava in fieri dall’azienda municipale trasporti, già finita sotto la lente di ingrandimento per una presunta distrazione dal DL35/2013 in favore della Tesoreria del Comune di Catania pari a circa 43 milioni di euro di AMT in liquidazione.

Gli indagati

I 36 indagati sarebbero accusati di falso ideologico per aver attestato falsi bilanci dell’Ente. Sarebbero coinvolti l’ex sindaco Enzo Bianco, gli ex assessori Luigi Bosco, Orazio Licandro, Angela Mazzola, Marco Consoli, Giuseppe Girlando, Rosario D’Agata, Fiorentino Trojano, Salvo Di Salvo, Michele Giorgianni, Valentina Scialfa, Angelo Villari, Agatino Lombardo, Fortunato Parisi, Salvatore Andò, Maria Mastrandrea.

Tra gli indagati anche i revisori dei conti Carlo Cittadino, Natale Strano, Fabio Sciuto.

Soggetti a indagine anche il ragioniere generale Ettore De Salvo, dei dirigenti Pietro Belfiore, Salvatore Nicotra, Alessandro Mangani, Angelo Greco, Orazio Palmeri, Roberto Politano, Maurizio Lanza, Giorgio Santonocito, Massimo Rosso, Maurizio Trainiti, Maria Mastrandrea, Clara Leonardi, Francesco Battaglia, Stefano Sorbino, Francesco Gullotta, Salvatore Nicotra e Marco Petino

E.G.

Articolo vistato dal Direttore Responsabile*

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Redazione

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