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 Disordine di Marcello Marino

Allegoria di una vita

Altro autore per la rassegna Racconto da Urlo. Questa domenica, Marcello Marino ci porta nel suo Disordine, tra ricord i e oggetti.

Dice di sé Nato a Padova ma dal sangue siculo al cento per cento, scrivo per passione e distrazione ma soprattutto cerco di vivere, perché è di vita che scrivo.

  Disordine

Quando accumuli per troppo tempo, non si può mettere ordine tutto in una volta.

Ci vuole tempo, cominci a rimuovere gli strati superiori di quella montagna di vestiti, asciugamani, calze, mutande, giornali, libri, cartoline, poster spiegazzati e regali dimenticati.

È stupefacente ciò che abbandoniamo nel disordine ed è ancor più stupefacente quando lo ritroviamo.

Ci sono delle cose che in un primo momento non ricordiamo, ma poi si apre una finestra e ti ritrovi lì, perso nei ricordi.

Ma bisogna stare attenti, i ricordi ti portano via dall’ordine, pensi che lo farai più tardi e rischi di accumulare ancor di più.

L’ordine ha bisogno di tempo e perseveranza, nulla di più.

Ogni cosa ha il suo posto e te lo indica da sé, non ha senso chiedersi dove sia meglio che stia, tutto andrà dove deve andare a patto che sia tu a riporlo.

C’è tanta polvere sul disordine.

Polvere che infastidisce, scatena allergie, insofferenza e voglia di mettere tutto sotto uno strato di ordine per non vedere e respirare la polvere, ma la polvere rimane anche se ben nascosta.

Bisogna respirare la polvere per capire che fa male.

La mia stanza è ancora a soqquadro eppure ho già scavato tanto in quella catasta.

Qualcosa è tornata al suo posto, qualcos’altro cerca il suo, altro ancora si è perso ma salterà fuori a tempo debito.

Un paio di collant neri, non sono i miei.

Hanno, ancora, il tuo odore… Sto per pensare ma non è tempo di pensare.

Ora è tempo di ordinare.

 

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Redazione

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