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Discoteche chiuse, Assointrattenimento: “Locali indicati come fonte del male”

Lo chiedevano in molti, e a fronte del nuovo boom di contagi il ministro della Salute Roberto Speranza si è visto costretto a disporre la chiusura delle discoteche fino al 7 settembre. Priorità massima: la riapertura, in sicurezza, delle scuole a settembre.

Assointrattenimento, però, non ci sta e si scaglia contro il governo nazionale che vede le discoteche come “origine di tutti i mali”.

“Noi alleati del governo, non nemici come ci descrivono”

«Ancora una volta le discoteche sono indicate come fonte del male del periodo. In questi ultimi 15 anni siamo passati dalle forche gaudine degli incidenti del sabato sera, allo sballo in discoteca, al divieto di vendita degli alcolici. Ed ora siamo alle prese con il contagio COVID-19», si legge nella nota di Assointrattenimento.

«È sotto gli occhi di tutti che incidenti, sballo e alcolici, nonostante i divieti alle discoteche imposti dalle autorità non sono stati vinti. Questo perché le discoteche non sono certamente responsabili di comportamenti sociali. Ma sono, e rimangono, dei centri d’aggregazione, dei locali in cui avvengono assembramenti controllati di persone che hanno come obiettivo il divertimento, la volontà di lasciarsi andare e passare qualche ora dimenticando lo stress della settimana lavorativa».

“Lo Stato non lasci da solo il settore: servono finanziamenti”

«Siamo alle prese -prosegue Assointrattenimento- in questo difficile periodo, ancora una volta, con la demonizzazione delle discoteche quali fonte di possibile contagio a causa di comportamenti irresponsabili messi in atto da nostri clienti. Si badi bene che le discoteche, diversamente da quanto percepito, mettono in atto tutte quelle procedure statuite dai protocolli della conferenza Regioni. Ma purtroppo, in molti casi non è possibile imporre soluzioni comportamentali a persone che non le vogliono adottare».

«Se le discoteche, ancora una volta e con grande senso di responsabilità, chiuderanno i battenti lo Stato deve soccorrere il settore con finanziamenti a fondo perduto. Un’azione volta a consentire alle imprese di rimanere vive, di pagare affitti, costi fissi, personale e tutto quanto occorre per la manutenzione di immobili e attrezzature che sono costruiti per ospitare in sicurezza migliaia di giovani e meno giovani».

«Nei fatti l’azione dei governi a partire dal 2000 ad oggi, a colpi di norme amministrative, vessazioni fiscali e continui inasprimenti delle regole ha distrutto la capacità del settore di essere profittevole.Speriamo -conclude la nota- che questo governo ponga fine al massacro del nostro settore e comprenda invece l’utilità sociale di tenere vivi gli imprenditori e i locali del divertimento».

E.G.

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Redazione

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