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Cronache

Discarica, cittadini pronti allo sciopero della fame

«Siamo arrivati alla misura estrema: attueremo uno sciopero della fame fino a quando non avremo delle risposte certe su quale sarà la nostra sorte». I comitati No Discarica di Motta S. Anastasia e Misterbianco, assieme al sindaco misterbianchese Nino Di Guardo, annunceranno l’avvio della forte protesta nel corso del comizio indetto per oggi alle 19 in piazza Mazzini a Misterbianco.

Stamattina un gruppo di attivisti si è incatenato ai cancelli dell’impianto di proprietà della Oikos spa, in un’area a confine tra i due Comuni nella quale sorge la discarica che avrebbe dovuto chiudere ormai due anni fa e che invece continua ad accogliere un sesto dei rifiuti prodotti in tutta la Sicilia. Indetto anche un doppio corteo, previsto per martedì 7 a partire dalle 19.30. I cittadini sfileranno da piazza Giovanni XXIII a Misterbianco e da piazza Umberto I da Motta e si congiungeranno in via Verdi, intorno a mezzanotte, proprio davanti ai cancelli della discarica.

La nuova protesta scatta a pochi giorni dalla nuova proroga disposta dal presidente della Regione Rosario Crocetta che continua ad autorizzare l’attività della struttura di contrada Valanghe d’inverno. Un tassello che fa parte di una gestione del settore dei rifiuti che i comitati civici definiscono «scandalosa». Ad aggravare ulteriormente la situazione contribuisce la pubblicazione di uno studio scientifico del dipartimento di Epidemiologia del Sistema sanitario regionale del Lazio che spiega gli effetti dannosi della vicinanza di un impianto di smaltimento sulla salute pubblica. Secondo il lavoro degli esperti – solo l’ultimo di circa 30 studi analoghi – risiedere a cinque chilometri da una discarica di rifiuti solidi urbani aumenta il rischio di cancro ai polmoni e il rischio di ricovero in ospedale per malattie respiratorie.

«La Regione non solo continua a mantenere in attività la discarica di Valanghe d’inverno, ma non fa nulla per obbligare alla bonifica della struttura già chiusa di contrada Tiritì, sempre di proprietà della Oikos», attaccano i cittadini. «Chi dovrebbe vigilare e tutelare la nostra salute continua a giocare con le vite di due comunità, senza mostrare nemmeno un minimo di considerazione per il futuro di Motta e Misterbianco. Adesso è arrivato il momento delle risposte e non ci fermeremo finché non verremo ascoltati a livello regionale e nazionale».

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Redazione

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