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Cronache

Disagi al centro per l’impiego. Ugl: “L’assessore Miccichè si attivi”

E’ disumano, disdicevole e fuori da ogni logica ciò che accade ogni giorno in tutte le sedi del “Centro per l’impiego”, che si trovano a Catania e in altri 12 centri della provincia etnea. Ci rivolgiamo all’assessore regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, Gianluca Miccichè, affinchè possa intervenire con urgenza per tirar fuori questi importanti uffici dalla condizione vergognosa in cui si trovano.” Lo affermano il segretario generale territoriale della Ugl catanese, Giovanni Musumeci, ed il coordinatore dei dipendenti regionale della federazione nazionale autonomie Maurizio Maccarrone, che nelle ultime settimane hanno ricevuto diverse segnalazioni da parte di numerosi utenti inferociti a causa soprattutto delle carenze logistiche, organizzative e strutturali che stanno emergendo in relazione ai servizi che queste strutture periferiche sono chiamati ad erogare. Insieme a quello di Catania, sono quelli di Acireale e Giarre a pagnarne maggiormente le conseguenze e subire più disagi

“Alle note difficoltà, che ormai lamentiamo da tempo, si sono aggiunti i disagi provocati dalla circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali emanata il 23 dicembre dello scorso anno, che riguarda le indicazioni operative per l’applicazione del decreto 150/2015 sul riordino della materia delle politiche attive del lavoro – afferma il segretario Musumeci. – Questo fa si che centinaia di beneficiari di ammortizzatori sociali, sin dalle prime luci dell’alba di ogni mattina si mettono in fila per “tentare la fortuna” di riuscire a consegnare i curriculum consegnati alle aziende, per dimostrare di essere alla ricerca di un lavoro e continuare in questo modo a godere dell’ammortizzatore riconosciuto. Il mancato adempimento, infatti, è motivo di interruzione dell’erogazione dello stesso sostegno economico. Oltre al danno, dunque, la beffa per questi lavoratori, in particolare tantissimi giovani, che non solo quotidianamente devono fare i conti con la cronica mancanza di lavoro, ma sono costretti anche a dover inseguire l’immane burocrazia. Forse con questo espediente il governo nazionale pensava di dover trovare un impegno a chi invece invoca una vera occupazione, provocando interminabili code e notevoli difficoltà all’interno degli uffici competenti, ma anche all’esterno dove la gente aspetta intere ore al freddo o al sole, piuttosto che sotto la pioggia e senza un minimo di sicurezza, rischiando pure di non riuscire ad entrare prima della conclusione dell’orario di apertura”.

“Senza parlare poi – aggiunge Maccarrone – del singolare caso in cui si trovano i servizi regionali, che vivono nel degrado e nell’assoluta inadeguatezza e che da più di due anni si trovano senza linee telefoniche, né caselle di posta elettronica certificata. Una impresa, infatti, è quella di richiedere informazioni, contattare un ufficio o inviare un documento ufficiale. Tutto questo è inconcepibile e, pertanto, chiediamo all’assessore Miccichè di impegnarsi sin da subito a rendere immediatamente funzionali i “Centri per l’impiego” nonché a farsi promotore, con il Ministero del lavoro, dell’impellente necessità di trovare un nuovo sistema di politiche attive del lavoro più semplice ed efficace, capace di eliminare queste situazioni di grave disagio sia per i disoccupati (che nella nostra area metropolitana aumentano a dismisura), che per i dipendenti degli stessi centri per l’impiego che, giornalmente, rischiano la propria incolumità per la crescente esasperazione degli utenti che non ne possono più di rincorrere la burocrazia opprimente, per rincorrere non un privilegio ma un diritto come quello di poter avere un lavoro. Un ottimo espediente, a nostro avviso da emulare, è ad esempio quello attualmente sperimentato per il Sistema di inclusione attiva, che ha visto i comuni stipulare protocolli d’intesa con i Caf per la collaborazione all’inserimento delle richieste. In questo caso sarebbe la regione stessa a dover trovare un accordo con i patronati, che verrebbero abilitati ad operare sulla piattaforma “Silav” per dare una mano a gestire un numero così elevato di utenti.”

“Come Ugl – concludono – continueremo a tenere la massima attenzione su questa ennesima vergogna tutta nazionale, fin quando non verrà realmente rispettata la dignità di chi ha soltanto l’umile ambizione di poter lavorare in una terra, come la nostra, dove già trovare una dignitosa occupazione è un’impresa!”

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Redazione

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