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Interventi socio-educativi per disabili, incontro a palazzo Minoriti

Con l’avvio dell’anno scolastico 2016-17 si stanno notando diverse criticità sul modello gestionale degli interventi socio-educativi assistenziali in favore di soggetti disabili frequentanti le scuole di secondo grado. Infatti l’imminente avvio dell’anno scolastico 2016-17 pone una serie d’interrogativi riguardo l’erogazione dei servizi socio-assistenziali a favore degli alunni portatori di handicap delle scuole medie superiori, che sono:

assistenza igienico-personale,
trasporto casa-scuola-casa,
assistenza all’autonomia e alla comunicazione.

Per quasi un ventennio tali servizi sono stati erogati dalla ex Provincia regionale di Catania – oggi Città Metropolitana – tramite un sistema di enti no profit (prevalentemente cooperative sociali), preventivamente accreditati sulla base di specifici requisiti.

Tale modello ha avuto il merito di riscontrare il gradimento delle famiglie degli alunni e della stessa Amministrazione, in quanto veniva garantito sia il diritto di scelta da parte della famiglia dell’assistito, che la continuità dei servizi socio-assistenziali che, a loro volta, permettevano la continuità didattica.

Ma nei primi mesi del 2016, prima dell’insediamento del Sindaco Metropolitano e dell’Assemblea dei Sindaci, i tecnici della ex provincia predisponevano e sottoponevano all’approvazione del Commissario il Regolamento 2016 per la disciplina degli interventi socio educativi assistenziali in favore di soggetti disabili.

Per la costruzione di questo documento non venivano coinvolte né le parti sociali né gli Organi di Governo della stessa Città Metropolitana, ancora non costituiti. Eppure si tratta di un atto importante i cui effetti riguardano la quotidianità di tante famiglie e l’attività di tante cooperative sociali nonché di lavoratori in possesso di significative qualifiche professionali. Ne segue che sarebbe stato davvero importante ricorrere, prima della sua definitiva approvazione, alla mediazione politica dell’organo deputato e cioè l’Assemblea dei Sindaci, che si costituirà prima della fine del 2016.

Al di là quindi di presunte necessità di ordine economico, non si scorge nessun altro motivo d’urgenza per cui ricorrere alla costruzione di un regolamento come questo, vista l’esistenza di un modello d’intervento ampiamente normato e collaudato.

Riguardo ai servizi socio-assistenziali a favore degli alunni con disabilità delle scuole medie superiori, il Regolamento in questione tratta soltanto quello relativo all’assistenza per l’Autonomia e la Comunicazione e non interviene né sul servizio di assistenza igienico-personale e né su quello del trasporto casa-scuola-casa, malgrado sia ancora attiva la competenza dell’Ente in materia (L.R. n.15/2004 art. 22).

Infatti, l’ormai famoso art.10 della L.R. n. 8/2016, che intendeva superare l’art. 22 della L.R. 15/2004, è stato soppresso dall’ARS nel corso della discussione in aula del DDL 1214 “Disposizioni per favorire l’economia. Disposizioni varie”. Tale discussione è stata sospesa per la pausa estiva e riprenderà il prossimo 13 settembre. Quindi, malgrado l’USR stia tardivamente tentando di provvedere alla formazione del personale scolastico per far assumere allo stesso anche la funzione di assistente igienico-personale, è presumibile che saranno gli enti locali a farsi carico della maggior parte dell’assistenza igienico-personale degli alunni con disabilità soprattutto per quei casi di grave non autosufficienza.

A questo proposito le scriventi Organizzazioni sottolineano il gap di preparazione tra un assistente professionalizzato, che ha almeno frequentato e superato un corso specialistico di 900 ore e quello di un assistente scolastico che riceverà una formazione generalista di sole 40 ore e che certamente non può definirsi adeguata rispetto alla delicatezza della funzione.

Resta comunque da capire come la Città Metropolitana di Catania intenda gestire il servizio visto che non lo ha contemplato nel suo Regolamento, mentre era stato definito dal modello organizzativo precedente e dato anche il fatto non secondario che tutte le convenzioni con gli enti no profit accreditati sono scadute con la fine dell’anno scolastico 2015-16.

Anche per questo motivo le scriventi Organizzazioni ritengono il Regolamento fortemente deficitario rispetto alla reale necessità di regolamentazione dei servizi del nuovo Ente.

Riguardo poi al servizio di trasporto degli alunni disabili, la Città Metropolitana di Catania ha recentemente comunicato l’intenzione (tardiva) di affidarlo tramite gara d’appalto ed ha chiesto alle cooperative sociali, che fino allo scorso anno scolastico lo hanno erogato, di continuare fino alla definizione della suddetta gara. In altre parole le cooperative sociali dovrebbero investire nella messa a punto dei mezzi e assunzione di personale per operare solo per pochi mesi, magari utilizzando lo stesso tariffario degli anni precedenti.

Ma questa strada ovviamente non è praticabile perché il costo molto basso del servizio, praticato fino allo scorso anno scolastico, rientrava nella logica di un servizio accoppiato agli altri due e che aveva una durata di un intero anno scolastico e non di una piccola porzione dello stesso. Pertanto, il costo del servizio per l’anno 2016-17, alle condizioni di cui sopra, non può che essere legato alla mera prestazione erogata e quindi va calcolato in base alle effettive voci di spesa, ben più alte rispetto al passato.

Inoltre, da quello che è dato sapere, sembrerebbe che la Città Metropolitana di Catania si appresti a bandire un’unica gara d’appalto per l’affidamento del servizio di trasporto degli alunni disabili dall’abitazione a scuola e ritorno, che imporrà costi più alti e qualità del servizio più scadente, in considerazione degli orari in cui dovrà essere svolto il servizio. Ne segue che da un siffatto affidamento del servizio di trasporto bisognerà attendersi una lievitazione da una a tre volte quelli sostenuti fino allo scorso anno scolastico.

Proseguire con la modalità di accreditamento nel servizio di trasporto con i costi adeguati consentirebbe qualità e ottimizzazione dei costi e l’impiego del personale precedentemente impegnato.

Riguardo poi il servizio di assistenza all’Autonomia e alla Comunicazione, il nuovo Regolamento della Città Metropolitana introduce elementi di palese criticità, anche in contrasto con importanti normative come quella sul lavoro, senza produrre in cambio, almeno apparentemente, benefici di ordine economico per l’ente:

Ci si riferisce all’istituzione di un “Albo degli operatori per la gestione dei servizi di Assistenza Didattica integrativa, di assistenza alla comunicazione per disabili sensoriali e di assistenza all’Autonomia e alla Comunicazione per disabili gravi”.

Nel merito: i soggetti abilitati ad iscriversi in tale albo possono essere solo persone fisiche e non enti o cooperative sociali come è avvenuto fino allo scorso anno scolastico. Ma tali aspiranti soggetti accreditati non possono essere considerati professionisti, cioè non appartengono a ordini o collegi professionali, ma sono invece persone fisiche, in possesso solo di specifici diplomi e/o qualifiche acquisite tramite corsi di formazione. La gran parte di questi soggetti hanno finora lavorato nelle cooperative sociali, accreditate con l’ex provincia, inquadrati come lavoratori subordinati.

Con l’istituzione di questo Regolamento gli stessi soggetti – prima dipendenti – svolgerebbero, come lavoratori autonomi, attività esattamente identiche a quelle che svolgevano precedentemente nella forma di lavoratori subordinati, con vincolo di orario e di luogo di lavoro. È plausibile che la gran parte, se non la totalità di questi, vedrebbero la Città Metropolitana di Catania come unico committente e quindi si configurerebbe una condizione di lavoro sanzionabile come “false partite iva” ed esporrebbe l’Ente ad azioni di rivalsa di questo personale, che opererebbe come se fosse dipendente dello stesso Ente.

Lo svolgimento dell’attività come lavoratore autonomo, inoltre, porterebbe meno diritti e meno reddito rispetto al lavoro dipendente e non consentirebbe, con le modalità attualmente presenti, la “continuità didattica” agli studenti che usufruiscono del servizio.

Infine si rileva che “Regolamento 2016 per la disciplina degli interventi socio educativi assistenziali in favore di soggetti disabili” è certamente una vera e propria “occasione mancata” sul tema della disabilità. Infatti avrebbe potuto occuparsi anche di regolamentare la costruzione di un civilissimo accordo territoriale di programma sulla presa in carico del soggetto disabili e non limitarsi ad un timido accenno su un indefinito coordinamento, posto a margine dell’art. 3.

Per tutto ciò indicato, le scriventi Organizzazioni AGCI, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, UNCI, UNICOOP, FP-CGIL, FP-CISL, UIL-FPL, ASSOCIAZIONE 20 NOVEMBRE 1989, tutto ciò premesso alla luce anche delle criticità espresse che rischierebbero di danneggiare cooperative e lavoratori e che determinerebbero anche un evidente disagio agli assistiti e alle loro famiglie, nonché esporrebbero l’Ente ad azioni giudiziarie da parte di più soggetti, le scriventi Organizzazioni chiedono di organizzare, per l’anno scolastico 2016-17, i servizi di:
– assistenza igienico-personale a favore degli alunni con disabilità,
– trasporto degli stessi
– assistenza all’autonomia e comunicazione adottando lo stesso modello gestionale utilizzato fino allo scorso anno scolastico;
– l’immediato ritiro in autotutela del Regolamento in questione e soprattutto dell’atto istitutivo l’albo di “professionisti”;
– di coinvolgere l’Assemblea dei Sindaci nella discussione di un “Regolamento per la disciplina degli interventi socio educativi assistenziali in favore di soggetti disabili”, aprendo al confronto con tutte le parti sociali interessate;

e l’istituzione di un tavolo permanente per affrontare in modo organico le politiche e le azioni necessarie per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, coinvolgendo tutti gli altri Enti Istituzionali (ASP, UPS, Città Metropolitana, Comune di Catania, Università, Terzo settore; Associazioni), per dare vita all’accordo di programma così come previsto obbligatoriamente dall’art. 13 della l. 104/1992.

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Redazione

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