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Politica

Allarme dissesto. Direttivo Unitario CGIL: segnalate le priorità

L’allarme dissesto e tutte le sue possibili conseguenze sono un tema importante, al vertice di discussioni e dibattiti nel catanese.

Oggi, presso il Salone Russo, i segretari generali di Cgil, CISL, UIL e UGL di Catania, Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci, hanno presieduto il direttivo unitario per fare il punto sulla proclamazione del dissesto al Comune.

«Noi riteniamo che si debbano tener presenti tre cose”, spiega Giacomo Rota, segretario Cgil. “La prima è che siamo di fronte ad una situazione largamente compromessa da un debito enorme. Quindi occorre un sostegno e un aiuto dal governo nazionale che deve decidere come intervenire in questo caso. Seconda cosa siamo di fronte al fatto che interi settori sono in difficoltà a cominciare dai servizi sociali, sono in condizioni difficilissime e noi pensiamo al lavoro di un migliaio di persone. Terzo c’è tutta la partita delle partecipate che sono già oggi in difficoltà perché sono stabilmente in stato di crisi e lì vorremmo capire come il Comune di Catania vuole intervenire».

«In mezzo c’è il settore della cultura, tutti i teatri, l’Istituto Superiore Vincenzo Bellini, il Teatro Massimo, il Teatro Stabile. Queste sono ritenute spese non necessarie e si rischia il tracollo di questo settore. I fronti aperti sono tanti, la situazione è complessa. Cgil, CISL, UIL e UGL di Catania ritengono che il ricorso venga fatto al più presto e che vada incaricato un professionista serio. Il Comune deve  rimettere in moto la macchina per tutelare e salvare Catania in tempi rapidi» conclude il segretario.

L’assemblea di oggi è sfociata in un aperto dibattito dove ogni segreteria ha potuto beneficiare di un confronto. I vari punti di vista hanno permesso un’analisi del problema a 360 gradi e di tutte le possibili conseguenze che la dichiarazione di dissesto potrebbe portare ai cittadini e lavoratori catanesi.

I possibili disagi

In bilico c’è, certamente, il futuro del personale comunale, delle partecipate, delle coop sociali e, come preannunciato da Rota, anche degli enti culturali e teatrali.

I dipendenti comunali dei servizi, i precari e l’efficienza dell’apparato amministrativo sono a rischio, come i loro stipendi. Se quelli di luglio sono al sicuro, già saldati, potrebbe non essere così per il mese di agosto. I dirigenti di aree strategiche attualmente hanno contratti prossimi alla scadenza.

Ma il vero timore manifestato durante il dibattito riguarda il possibile mancato pagamento da parte del Comune nei confronti delle Coop sociali. I servizi sociali potrebbero cessare e i più bisognosi rimarrebbero soli, senza alcuna autorità che possa tutelarli ed aiutarli.

Le segreterie si definiscono “profondamente preoccupate per una vicenda che non può essere sottovalutata, men che mai perché siamo ad agosto. Non c’è volontà di aggressione ma di ragionare insieme su come affrontare una morte annunciata”.

Non solo appelli disperati ma anche messaggi di solidarietà ed unione sono quelli oggi passati durante l’incontro. È necessario, ora più che mai, fare gioco di squadra sotterrando idee politiche e partiti. La collaborazione tra lavoratori, associazioni, istituzioni come Inps e Regione deve essere unita e compatta. Solo così sarà possibile lottare contro la tempesta che impervia il Comune di Catania.

Inoltre, ad essere in possibile rischio c’è anche la predisposizione dei progetti esecutivi relativi alle opere pubbliche del “Patto per Catania”, che riguardavano la manutenzione e la messa in sicurezza in base alla normativa di prevenzione incendi di 17 edifici scolastici.

Per partecipate come Multiservizi, Amt e Sostare i rischi sembrano alti. E l’ipotesi di chiedere commissariamenti nell’attesa che vengano nominati i nuovi cda non è da sotterrare.

L’accorata conclusione di Enza Meli

A concludere l’incontro la dichiarazione della segretaria generale Uil, Enza Meli: «Un miliardo e 600 milioni di euro sono una montagna. Una montagna di debiti che i catanesi si ritrovano oggi a scalare a mani nude, dovendo peraltro fare i conti con la frustrazione di chi vede le cose andare sempre peggio malgrado i sacrifici sopportati in questi lunghi anni. Quindi i catanesi dovranno ora aggiungere a causa del dissesto anche forti riduzioni nella spesa sociale e la immane ricaduta occupazionale che verrà provocata dal mancato pagamento dei crediti dovuti dal Comune alle imprese fornitrici».

«Insomma, una sciagura – continua Meli – che si spera venga scongiurata del ricorso contro la delibera della Sezione di controllo della Corte dei Conti. Noi, comunque, abbiamo il dovere di rappresentare e tutelare i lavoratori, i cittadini, sempre e comunque: anche e soprattutto, quindi, nella malaugurata ipotesi che il ricorso venga respinto».

«A Catania, dunque, noi più degli altri stiamo vivendo la sofferenza dei catanesi ascoltando le loro grida di allarme e di indignazione. Sia chiaro a tutti infine: non accetteremo che una volta siano i più deboli a pagare a caro prezzo questo disastro».

Ora gli obiettivi delle sigle sindacali sono impellenti: conoscere tempi e contenuti strategici del ricorso del Comune alla proclamazione del dissesto, Convocare già per la prossima settimana il “tavolo del lavoro” tra sindacati e associazioni datoriali e incontrare urgentemente il sindaco Pogliese. 

Riunione unitaria sul Dissesto finanziario al Comune di Catania

Posted by L'Urlo on Thursday, 2 August 2018

 

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