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Didattica a distanza: il 12% non beneficia delle lezioni online a Catania

La didattica a distanza, elaborata in fase di emergenza Covid, non potrà rappresentare anche una soluzione per la cosiddetta “fase 2” delle scuole.

È quanto emerge dal sondaggio eseguito dalla FLC CGIL di Catania somministrato per monitorare le scuole locali al fine di costruire una mappatura provinciale.

«Dai dati ricevuti è possibile ricavare un campione su 42 scuole catanesi che rappresenta il 23,33% delle istituzioni scolastiche di ogni ordine presenti in tutta la provincia. Tutti gli istituti che hanno risposto confermano l’ applicazione della didattica a distanza. I numeri rivelano che circa l’88% degli alunni ha potuto seguire le lezioni, mentre quasi il 12% ( 11,9% esattamente) non ha tratto giovamento della didattica a distanza in quanto sfornito o carente di pc e tablet, nonché di collegamento a internet», si legge in una nota dei sindacati.

Riguardo a presunte interferenze o esasperazioni da parte dei dirigenti scolastici (tra queste, l’ imposizione di orari o di rendicontazioni troppo rigide) l’analisi del campione segnala che queste si sarebbero evidenziate solo nel 9,52% dei casi, mentre per il restante 90,47% , le interferenze e le pressioni sarebbero state poche o nulle, oppure limitate ad aspetti più organizzativi.

Altra questione, già evidenziata dalla FLC CGIL, è legata alla mancanza della “didattica a distanza” (DaD) all’interno del contratto dei docenti e a regole chiare nel suo espletamento, dettate recentemente dalle circolari ministeriali in ragione dell’emergenza. Partendo dall’orario di lavoro che subisce, appunto con l’attuale emergenza, una deregulation nell’attuazione della DaD, facendo emergere chiaramente che sia gli insegnanti, quanto gli alunni, impiegano più tempo e svolgono in orari meno classificati le proprie attività. Si è persa la regolamentazione del tempo usato per la didattica: in pratica, “si è passati dal classico orario delle attività didattiche ad un continuum di operosità senza precedenti e senza pause regolamentate”.

Criticità del sistema della didattica a distanza, attivata a causa dell’emergenza Coronavirus

«Oggi, alla luce della previsione che questa modalità sarà adottata quasi sicuramente fino alla fine dell’anno, – commentano in una nota congiunta il segretario della Camera del lavoro, Giacomo Rota, la segretaria confederale Rosaria Leonardi, il segretario generale della Flc Cgil, Tino Renda, e la dirigente Antonella Distefano della FLC- è necessario ritornare sulla necessità del recupero delle lacune e delle disparità che si sono inevitabilmente generate. Pensiamo dunque che occorra un fortissimo investimento nell’edilizia scolastica pubblica che permetta fin da subito di poter disporre a settembre, strutture che garantiscano salute, didattica e la piena realizzazione del distanziamento sociale per il contenimento del coronavirus,  che deve essere misurato in base all’età degli alunni e alle necessità didattiche».

Per tali ragioni, pur apprezzando la decisione del Ministero che l’8 Aprile ha annunciato la riconferma per lo stesso organico (diritto e fatto) per l’anno scolastico 2020/2021, sarà necessario prevedere anche nel nostro territorio, il potenziamento degli organici dei docenti, sia sui posti comuni, sia su quelli di sostegno, con una diminuzione del numero degli alunni per classe.

«Oggi se abbiamo una certezza – concludono Rota, Leonardi, Renda e Distefano- è che niente sarà più come prima.  Pertanto anche a Catania bisogna lavorare in anticipo e con lungimiranza, evitando le gravi ripercussioni che si potrebbero verificare».

E.G.

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Redazione

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