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Cronache

Diciotti, smontate le proteste dei migranti sulla nave

Dopo l’accusa di sequestro di persona ed arresto illegale, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio da cui parte l’indagine originaria, si recherà oggi Roma per ascoltare i funzionari del Viminale. La nave, attualmente, è ferma da quattro giorni nel porto di Catania.

A scontrarsi con le accuse e con l’iter del pm è il vicepremier Matteo Salvini che dichiara in un’intervista a Zapping, programma su Rai Radio 1: «Interrogasse me, non andasse a chiedere lumi a dei funzionari, che svolgono delle direttive che il responsabile dà, cioè io».

«Se questo magistrato vuole capire qualcosa deve evitare i passaggi intermedi. Visto che c’è questo presunto sequestratore, che per qualcuno sarei io, sono disponibile a farmi interrogare domani mattina. Sto valutando di introdurre procedure di identificazione e riconoscimento dei migranti, per capire se sono profughi o meno, prima ancora che sbarchino» ha concluso il ministro.

Sembrerebbe che uno dei primi obiettivi di Salvini sia proprio far chiarezza e stabilire se tutti coloro che si dichiarino profughi lo siano, poi, davvero.

Sulla nave i migranti iniziano a far sentire la loro voce

Proprio al Viminale è stato inviato un report del centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo, il Mrcc Roma, sulle condizioni della nave.

All’interno del documento infatti vi è la richiesta, assolutamente esplicita di  sbarco “per l’estrema criticità della situazione a bordo” del pattugliatore. Sembrerebbe infatti che a questo punto della vicenda, anche i migranti sulla nave abbiano iniziato a far sentire la loro voce.

Prima l’intenzione, dichiarata anche nel report, poi l’attuazione vera e propria. Sciopero della fame sulla nave. Ma pare che sia durato appena il tempo di un pasto, e che l’unico rifiuto effettivo di cibarsi si riferisca solo alla colazione di ieri.

Sulla questione, il presidente dell’Ars Miccichè protagonista anche di una diatriba con Salvini, si è espresso dopo un giro d’ispezione sulla Diciotti: « Fino ad oggi, anche attraverso la visita di altri parlamentari, è stato detto che comunque la situazione sanitaria é buona. Allora i migranti a bordo della Diciotti stanno pensando ‘che cosa dobbiamo fare per fare capire che non ne possiamo più? E loro stanno, per assurdo, sperando che stando molto peggio di come non stiano ora, forse qualcuno si impietosisce»

Se invece lo sciopero dovesse continuare, secondo i sanitari presenti sulla nave, la situazione diventerebbe sicuramente insostenibile.

Il web, invece, dopo la notizia si è scatenato. Commenti duri che alludono alla manifestazione dei “pro-sbarco” con in mano un arancino. E non mancano i classici “rispediteli a casa loro” con annesse frasi che ormai sono un cliché nel bagaglio Facebook del “contro-sbarco”.

Inoltre, pare che i militari sulla nave abbiano carpito la richiesta dell’esposizione di un cartello con la scritta “Please, help us” ovvero “Per favore, aiutateci”.

Il comandante rompe il silenzio

Assolutamente “fantasma” in questi giorni, il pensiero del comandante della Diciotti, Massimo Kothmeir. Ma ora, dopo tutti gli allarmismi riportati dai media, ha deciso di chiarire la situazione sulla nave.

«A bordo non avevamo bambini. Non c’è emergenza sanitaria, la situazione è più che soddisfacente, i migranti mangiano, stanno bene. E non hanno la sensazione di essere sequestrati dal governo» tranquillizza Kothmeir

E smonta tutte le fake arrivate sulla terra ferma :«Fortunatamente non c’erano bambini, come invece ho visto scritto sulle testate. I bambini che c’erano sono stati evacuati un quarto d’ora dopo averli imbarcati su questa nave nelle acque di Lampedusa e portati a terra. Peraltro in quel caso erano tutti e tre minori accompagnati dai genitori. I minori che abbiamo invece sbarcato mercoledì in tarda serata, 25 ragazzi e due ragazze, sono stati immediatamente presi in carico dall’organizzazione di assistenza a terra».

Mentre per quanto riguarda “l’emergenza scabbia”: «Da un punto di vista della tutela sanitaria è vero che in tutti questi tipi di interventi si registrano casi di scabbia, ma a bordo i medici del Cisom somministrano specifici farmaci e pomate. La situazione è monitorata, quindi, e non desta al momento alcun tipo di preoccupazione».

Un altro aspetto che aveva generato polemiche era rivolto all’aspetto dei profughi, sicuramente meno emaciato di quanto ci si aspettava: «Intanto la maggior parte della popolazione ospite è di origine eritrea, quindi si tratta di persone che sono più snelle rispetto ad altre etnie. Alcuni di questi hanno sicuramente sofferto al momento del viaggio. Ma dal momento in cui sono saliti a bordo abbiamo erogato un protocollo nutrizionale approvato che prevede la somministrazione di tre o quattro pasti al giorno».

Sembrerebbe che le parole del capitano smentiscano in maniera più assoluta la situazione di estrema emergenza descritta in questi giorni.

 

 

 

 

 

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