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Diciotti. Salvini, eroe e martire di due mondi

Cronache orripilanti di una tragedia fino al lieto epilogo

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini colleziona una nuova vittoria sul tavolo delle trattative internazionali autorizzando lo sbarco dei migranti trattenuti per 5 giorni sulla nave della Guardia Costiera Ubaldo Diciotti ormeggiata al Porto di Catania.

Saranno redistribuiti 20 in Albania, 20 in Irlanda e 100 alla CEI.

Il migliore alleato del vice premier, i militanti di sinistra

Arancino for migrants

Con le loro manifestazioni antirazziste (ma soprattutto anti-Salvini), i militanti della sinistra catanese hanno favorito l’attenzione mediatica internazionale. Fattore che ha contribuito fortemente alla chiusura degli accordi di smistamento oltre i perimetri nazionali voluti da Salvini.

Il potere dell’arancino? No. Quella manifestazione ha rappresentato un pretesto come un altro che ha permesso soprattutto ai borghesi di sinistra di fare passerella e attirare esponenti politici il cui peccato di vanità è cosa risaputa.

Nessun arancino è stato preso in consegna per essere imbarcato. Tra l’altro non tutti lo avrebbero potuto mangiare, se di religione musulmana. Lo hanno gustato sul molo di Levante i partecipanti alla messinscena.

La triste realtà viene svelata con il dopo evento. La prima preoccupazione degli organizzatori – e in particolare dell’attrice Nellina Laganà – era informare la “stampa detrattrice” che la manifestazione era stata ripresa dalla BBC. Si ignorava che è stata proprio la stessa stampa che non ha partecipato al sit-in a informare la BBC della manifestazione dell’arancino pro-migranti, al solo scopo di fare pressioni mediatiche per consentire alle povere anime sulla Diciotti di lasciare la nave. Questo è giusto che si sappia, per la cronaca.

L’unico vantaggio portato da questa manifestazione? Considerato l’ampio respiro dato all’icona gastronomica etnea, tutto il mondo oggi lo chiamerà “arancino”, mettendo definitivamente un punto alla lotta di genere della prelibatezza declinata al femminile nel versante occidentale dell’isola.

Il canotto del Corsaro Nero

A trasformare in farsa le proteste dei manifestanti più composti nell’espressione dei propri principi e ideali, l’impresa del “Corsaro Nero” di Tremestieri.

L’impavido condottiero ottantenne, con il suo canotto 5 posti, ha voluto simulare l’assalto alla Diciotti per liberare – sempre a titolo di fantasia – i migranti a bordo. Scene da film che hanno dato colore al teatro che si consumava sul molo di Levante, oltre a riempire spazio su server e carta stampata. Ovviamente, a trarne vantaggio, sempre Matteo Salvini.

Il porto dei miracoli

Dopo il teatro dell’imprevedibile, arrivano i miracoli. Esponenti politici improbabili, riesumati da ignoti anfratti, hanno messo piede al porto di Catania per esprimere la loro solidarietà ai migranti. Oltre a loro, anche volti noti del jet set parlamentare regionale e nazionale, da Laura Boldrini, Maria Elena Boschi, Maurizio MartinaValeria Sudano.

Il miracolo dei miracoli è stato vedere il presidente ARS Gianfranco Micciché comiziare in assemblea con i sindacati di sinistra e antagonisti a vario titolo in favore dei migranti.

A mani giunte, di fianco a lui, una Laura Boldrini estasiata. Pendeva dalle sue labbra.

Scatto rubato dal profilo facebook di Mario Barresi sbigottito per la scena inedita che si consumava davanti ai suoi occhi increduli.

A Matteo Salvini va riconosciuto anche un altro merito.

È riuscito a fare diventare umani tutti gli esponenti del PD che avranno dimenticato quando l’ex ministro Minniti lasciava i migranti nelle mani dei torturatori libici.

Così, anche l’on. Valeria Sudano è stata pervasa dal sentimento di “humanitas” verso i poveri migranti. Sui social, naturalmente.

Per un militante di sinistra, dare comizio su un palco è già in sé un paradosso.

Ad arricchire la galleria fotografica delle castronerie alla manifestazione di chiusura, il palco sponsorizzato da Unicredit.

Nessuna stizza, nessuna indignazione. Tutto nella norma per loro che combattono da sempre contro il potere delle banche e in favore degli ultimi.

D’altra parte, stiamo parlando di “convinti pacifisti” che prima del corteo sono stati ripresi nel corso di una bega per chi doveva avere la posizione migliore alla sfilata tra Potere al Popolo di Catania e di Palermo.

Gli animi si sono poi surriscaldati e una parte dei manifestanti, proprio quelli pacifisti, hanno tentato di sfondare la cortina degli agenti. Risultato? Un agente ferito.
Nel frattempo alcuni manifestanti si sono gettati a mare per raggiungere a nuoto la nave ormeggiata a qualche centinaio di metri dal molo di Levante.

L’allucinazione collettiva e la realtà

La percezione di chi ha animato negli ultimi 5 giorni il porto di Catania non è riuscita a fare il paio con la realtà. Mentre i manifestanti esprimevano le loro contestazioni al vicepremier in nome dei porti aperti e dell’antirazzismo – e facendo un favore al contestato – la città di Catania come la maggioranza degli italiani, esprimeva il proprio favore alla linea adottata da Salvini.

Gli italiani non vogliono più immigrati, questa è la dura e amara verità.

Un indice parziale emerge con i 140.000 like che Salvini ha ricevuto in appena 12 ore dalla pubblicazione del post con le prime reazioni canzonatorie una volta appresa l’indagine a suo carico per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio dalla Procura di Agrigento.

Dalla valanga di commenti parte un nuovo hashtag: #nessunotocchiSalvini.

L’eroe e martire di due mondi ha accresciuto il proprio consenso raggiungendo il proprio obiettivo. Al contempo, la sinistra continua a dimostrare il fallimento nella gestione dei flussi migratori e nelle politiche europee mentre i superstiti che non condividono l’atteggiamento di entrambe le parti non hanno un’alternativa valida che sposi i loro principi e ideali.

Il caso Diciotti si chiude così. Il fascicolo aperto e in mano alla magistratura seguirà il suo corso e staremo a vedere con quale esito.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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