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Di nuovo in manette Giuseppe Costa, il carceriere del piccolo Giuseppe di Matteo

Con l’accusa di associazione mafiosa, Giuseppe Costa uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo, è stato nuovamente arrestato dai Carabinieri di Trapani e dal personale della Dia.

Costa aveva già scontato 20 anni di reclusione per il sequestro e l’uccisione del figlio dodicenne del pentito Mario Santo. L’uomo, nella propria abitazione di Costa -località Purgatorio di Custonaci- aveva realizzato in muratura una piccola cella dove tenere segregato il bambino, poi sciolto nell’acido senza pietà come ordinato da Giovanni Brusca. Nel corso della sua permanenza in carcere, Giuseppe Costa ha ricevuto il sostegno economico delle famiglie famose, rifiutando ogni tipo di collaborazione con gli inquirenti.

Nel 2007, dopo la scarcerazione, avrebbe ripreso i rapporti con i vertici dei mandamenti mafiosi di Trapani e Mazara del Vallo. Il carceriere, infatti, rivestiva un ruolo nell’aggiudicazione illecita di appalti, in speculazioni immobiliari e compiendo per conto dei clan atti intimidatori.

Le investigazioni della Dio, inoltre, avrebbe svelato la partecipazione di Costa alla raccolta dei voti per le elezioni regionali dell’autunno del 2017. Successivamente, avrebbe anche assunto il ruolo di controllore e tutore degli interessi di Cosa Nostra su un impianto di calcestruzzi della provincia trapanese.

 E.G.

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Redazione

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