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Di Maio, Spadafora e Pecoraro Scanio. L’M5S apre le porte agli amici degli amici?

Bonelli: "Tra Pecoraro e Lannutti c'è un rapporto storico"

C’era un tempo in cui la maggior parte degli accordi politici si stringevano seduti a tavola. Ultimamente pare invece che un altro “complemento d’arredo”, teatro di legami più forti e consolidati nel tempo, abbia la meglio nella corsa a nomine e poltrone. Nessun partito ne è esente, tanto meno il Movimento 5 Stelle dove si odora il possibile ingresso in “pompa magna” di un volto noto della politica nazionale: Alfonso Pecoraro Scanio.

Dal cerchio magico al triangolo: la profezia di Bisignani e le rivelazioni di Sgarbi

Anche la geometria elementare nel M5S sfugge alle regole e risponde invece alle profezie di Luigi Bisignani. Il faccendiere ed ex giornalista all’inizio dell’anno aveva tracciato il destino del partito pentastellato e, a quanto sembra, senza sbagliare il colpo. Secondo Bisignani infatti, a dettare legge nel M5S di lì a poco sarebbe stata una fantomatica “lobby gay” composta da alcuni nomi già vicini a Luigi Di Maio. Tra questi, Vincenzo Spadafora.

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle pari opportunità e ai giovani, l’incarico è stato molto chiacchierato nel Transatlantico di Montecitorio. E dopo le rivelazioni di Vittorio Sgarbi sul legame omosessuale tra lui e Luigi Di Maio, non poteva essere altrimenti. Meritocrazia, premialità fideistica o regalo sentimentale? Questo il dubbio di tanti.

 

Eppure il curriculum del “funambolo del trasformismo” è di tutto rispetto. Politicamente sboccia nel 1999 in qualità di segretario particolare di Andrea Losco, eletto presidente della Regione Campania sotto l’egida di Clemente Mastella. Lo ritroviamo a capo della segreteria di Francesco Rutelli quando Ministro dei Beni Culturali (2006). Nel 2008 Spadafora è Presidente Unicef: riesce così a farsi apprezzare anche da Mara Carfagna quando Ministro delle Pari opportunità. Nel 2010 il Pd lo indica come presidente delle Terme di Agnano e rientra nella sua terra d’origine. Si avvicina per caso – da quel che ci è dato sapere – al Movimento 5 Stelle, senza grandi slanci d’entusiasmo. Infatti, pare abbia bazzicato Italia Futura, il contenitore di Montezemolo miseramente fallito. Nel 2013 Scelta Civica gli propone la candidatura ma declina. Nel 2016 perciò diventa responsabile delle relazioni istituzionali di Luigi Di Maio.

Spadafora balzò agli onori della cronaca per le intercettazioni – di nessuna rilevanza penale (Spadafora non è mai stato indagato) – con Angelo Balducci, “gentiluomo” di Sua Santità. Balducci, ex presidente del consiglio dei lavori pubblici condannato in primo grado a 6 anni e mezzo per lo scandalo degli appalti della Cricca romana, era molto amico di Spadafora.

I sospetti dei malpensanti su Pecoraro Scanio

È la collaborazione di Spadafora nello staff di Alfonso Pecoraro Scanio quando presidente della Federazione dei Verdi a scatenare le ipotesi e a cucire retroscena che anticiperebbero il ritorno dell’ex Ministro nelle istituzioni con o attraverso il M5S. In particolare, è la sua presenza costante e roboante in agenda politica nazionale a cedere il passo alle supposizioni sul piano personale e politico. Il suo nome continua a essere associato ai Verdi. Pur essendo un iscritto, non è titolato a rappresentare il partito guidato da Angelo Bonelli dal 2009.

Eppure, Vincenzo Spadafora non sarebbe il solo a fungere da “collante” tra Pecoraro Scanio e il M5S. Nel giro di contatti che ruotano tra i Verdi e il partito pentastellato anche Fulvio Mamone, già responsabile Agricoltura della Federazione dei Verdi (2006) oggi capo della Segreteria del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Il sen. Elio Lannutti, fondatore e presidente di ADUSBEF, nemico numero uno del presidente CONI Giovanni Malagò. E troviamo anche lo stesso Beppe Grillo che con Pecoraro Scanio lascia a memoria postuma scambi epistolari sul Blog delle Stelle rintracciabili sin dal 2006.

Bonelli: “Il M5S è un disastro totale”

Raggiunti telefonicamente dal Presidente dei Verdi Angelo Bonelli approfondiamo la questione.

Pecoraro Scanio ha lasciato in eredità 2 milioni di euro di debiti ai Verdi maturati durante la sua presidenza.

“Il debito è un dato di fatto. Andare a vedere poi come sono stati usati è un altro discorso. Con la nostra gestione ci siamo occupati di sanare il debito. Abbiamo intanto avviato una campagna molto forte, e con la legge che ci ha permesso di essere riconosciuti come partito abbiamo fatto ricorso verso gli organi giurisdizionali per avviare la trattativa con la banca depositaria del debito che stiamo arrivando a coprire”.

Nei documenti in mio possesso si registra almeno inizialmente anche l’intervento di ADUSBEF con la banca. Quale rapporto intercorre tra Pecoraro Scanio ed Elio Lannutti?

“Tra Pecoraro Scanio e Lannutti c’è un rapporto storico. Ma Lannutti aveva rapporti anche con i Verdi perché lui non è sempre stato coi 5 Stelle. Lui era di IdV… Quindi noi in quella fase lo contattammo per un’analisi sull’anatocismo ma poi non proseguimmo con quella strategia perché non portava a nulla”.

Ultimamente si avverte un calo dei temi ambientalisti, dal parlamento alla pubblica attenzione, nonostante ci sia anche il M5S al governo.

“C’è un problema serio nell’informazione di questo Paese refrattaria al tema ecologico e che invece è una chiave di lettura dei problemi economici e sociali. E anche oggi che il M5S ha il 33% dei consensi è un disastro totale. L’ambientalismo del M5S è un ambientalismo di facciata. Basta vedere cosa hanno fatto per l’Ilva, ma anche sulla politica energetica e delle rinnovabili l’intervento è stato pessimo. E poi francamente penso che un ecologista che ha a cuore il divario tra nord e sud non può restare indifferente al fatto che muoiano delle persone annegate in mare. Il Ministro Costa ha proposto l’emendamento per salvare i lupi e gli orsi nel Trentino mentre le vite umane vengono ignorate”.

Insomma, dalle stelle alle stalle. Intanto, stando al sentire comune, ci sarebbero gli amici da ricollocare tra le priorità. Nomina tecnica o elezioni europee per Pecoraro Scanio? Non ci è dato sapere, almeno per il momento. Ma il suo nome di certo non passerà inosservato in un imminente futuro.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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