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Di Maio e i gilet gialli. Riaprirà le porte a Ivan Della Valle?

Di Maio strizza l’occhio ai gilet gialli in Francia. Il ministro e capo politico M5S, a nome e per conto dell’Italia, gli offre la piattaforma Rousseau. Parliamo di un contenitore gestito da un’azienda privata che, come abbiamo potuto constatare, non vanta sistemi di sicurezza tali da preservare i dati degli iscritti. Senza considerare poi l’assoluta mancanza di controllo da parte di  un’agenzia esterna che certifichi le votazioni on line.

Conflitto di interessi? È quel che si direbbe.

Intanto, la frangia francese rappresentata da Jacline Mouraud a un passo dalla scissione con il movimento dei gilet gialli prende a pesci in faccia il ministro: “Salvini e i 5 stelle facciano pulizia a casa loro!”

E chi trovano a casa loro? I gilet gialli italiani guidati da Ivan Della Valle.

La barzelletta politica della settimana

Una volta finito nel mirino de “Le Iene Show” per il cosiddetto “Caso Rimborsopoli”, l’ex parlamentare Ivan Della Valle si è trovato costretto ad abbandonare il M5S. In pratica, avrebbe photoshoppato le restituzioni delle rimanenze di rimborsi e indennità venendo meno alle regole interne e ai principi etici del movimento grillino. Di conseguenza, si è giocato la possibilità del secondo mandato parlamentare.

Ma la politica è una droga che crea dipendenza. Così, affascinato dal movimento francese dei gilet gialli, Ivan Della Valle torna in campo tentando di importare i gilet gialli in Italia.

Come sia strutturato questo suo movimento è ancora molto poco chiaro.

Prende vita su facebook con la pagina del “Coordinamento Nazionale Gilet Gialli Italia” dalla quale discendono le pagine regionali sull’intero territorio nazionale. Ad amministrarle è proprio Ivan Della Valle.

Più chiaro è invece il manifesto politico.

 

Un concorrente in più alla competizione tra chi è più populista nella terra selvaggia della politica italiana, insomma.
Ma siccome Ivan Della Valle è un politico e non un esperto di marketing, si è fatto fregare il nuovo brand. A registrare il logo al MISE dei gilet gialli è stato Salvatore Bussu, ex militante del M5S di Alghero, aspirante candidato senza lode né gloria alla regione Sardegna.

Intanto in Francia…

Inutile girarci troppo intorno: ai camionisti Luigi Di Maio piace. Così, tra le sue più rinomate conoscenze di categoria quali Nik il Nero, si andrà ad aggiungere Eric Drouet, uno dei leader ed esponente della corrente ‘dura’ del movimento dei gilet gialli. Si è dichiarato disponibile ad incontrare Di Maio. Si associa ai convenevoli auspicando l’incontro a Roma con Luigi Di Maio anche Ingrid Levavasseur, una delle ex portavoce moderate dei gilet gialli.

D’altra parte, sul piatto ci sono le elezioni europee con un gruppo al quale Luigi Di Maio e Davide Casaleggio stanno dando forma con grande entusiasmo coinvolgendo i movimenti della destra più estrema di mezza Europa. Talmente estrema da fare turare il naso a qualche esponente della destra nazionale, oltre a mandare in tilt i parlamentari grillini per il mancato coinvolgimento della base. Ed è già polemica!

A Bruxelles Di Maio ha incontrato i polacchi del Kukiz’15, partito di estrema destra guidato dalla rockstar antiabortista e contro le adozioni alle coppie gay Pawel Kukiz e i croati del movimento populista Zivi zid.

Di Maio è in trattativa anche con i finlandesi del Liike Nyt, incontrati già a novembre da Davide Casaleggio.

«Su alcune cose non la pensiamo allo stesso modo, ma stiamo preparando un manifesto comune la cui stella polare sarà la democrazia diretta», a scriverlo sui social è il capo politico M5S. Parla della stessa democrazia diretta che, come accennato, non è stata impiegata nella scelta dei partner politici di questo gruppo di cui il M5S è destinato a essere capofila.

Ma forse per “polare” intendeva dire che questa democrazia diretta sarà messa a ghiaccio come gli ideali e le intenzioni politiche tradite in corso d’opera dal M5S.

In Sicilia i Forconi non si sono arresi

In questo scenario turbolento e dai tratti quasi apocalittici, fanno capolino i Forconi guidati da Mariano Ferro. Di ieri è l’intervista rilasciata a La Sicilia dalla quale si apprende che incontreranno i gilet gialli. Si sentono attratti da affinità più elettive che elettorali.

Da un lato, bisogna ricordare che l’importazione dei partiti o movimenti internazionali nel nostro Paese hanno portato a risultati scarsi e a vita breve. Un esempio a caso è il fallimentare esperimento di Pippo Civati con “Possibile” scopiazzato da “Podemos”.

Dall’altro lato, i Forconi sono stati funzionali solo a spianare la strada al M5S come ammette Ferro stesso a Mario Barresi nel corso dell’intervista.

La domanda perciò sorge spontanea. I Forconi come potrebbero riuscire a trovare un punto di incontro con il partito di Di Maio se dimostrano di essere più vicini alla Lega di Salvini?

In ogni caso, qualunque sarà l’esito dell’incontro programmato a Roma nei prossimi giorni, in Sicilia gli unici gilet gialli che continueremo a vedere saranno quelli degli ausiliari del traffico.

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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