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Ciro Carrello si suicida in cella. Aveva iniziato a collaborare

Era il 19 novembre 2014 e i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani arrestarono diverse persone legate al clan capeggiato dal boss latitante Matteo Messina Denaro, nell’ambito dell’operazione denominata “Eden 2″. Tra le persone coinvolte anche Ciro Carrello, nato a Napoli nell’ 88 e residente a Bagheria, in provincia di Palermo, e allora detenuto agli arresti domiciliari.

Ieri gli agenti della polizia penitenziaria del carcere Pagliarelli di Palermo hanno trovato Ciro Carrello impiccato con un lenzuolo nella cella in cui era in isolamento.

Carrello da poche settimane aveva cominciato a collaborare con i magistrati, rivelando i nomi dei componenti di un gruppo di fuoco a cui Cosa nostra si rivolgerebbe da tempo per mettere a segno delle rapine.

Una morte che si tinge di giallo. Ciro Carrello era risultato coinvolto in una inchiesta sui favoreggiatori del boss Matteo Messina Denaro, che coinvolse anche il marito della nipote del padrino latitante. Per Ciro Carrello l’accusa era di rapina, aggravata dall’avere favorito Cosa Nostra.

Nipote del pentito Benito Morsicato, ex affiliato del clan di Bagheria, che ha svelato chi comanda a Bagheria e cosa c’è dietro il ricco affare della raccolta dei rifiuti.

Secondo fonti interne Ciro Carrello avrebbe lasciato in cella un bigliettino, che ora è all’esame degli inquirenti. I magistrati hanno quindi disposto l’autopsia sul corpo del detenuto.

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Redazione

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