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Dehors: la FIPET-CIDEC fa il punto della situazione

Giorno 16 maggio presso uno dei locali del centro storico si è tenuta una riunione organizzata dalla F.I.P.E.T. (Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Turismo) per fare il punto della situazione ed informare i commercianti sul dibattito in corso relativo alla proposta di regolamento Dehors.

Presenti alla riunione i vertici della FIPET-CIDEC: il Presidente Roberto Tudisco, Il Vicepresidente Dott.ssa Elena Malafarina, il Presidente CIDEC Antonino Giampiccolo, accompagnati dall’assistenza legale dell’Avv. Marco Camilleri, dello Studio Modena-Camilleri, che fornisce un prezioso supporto legale e assistenza al sindacato, ingegneri per la consulenza tecnica, e numerosi commercianti, associati e non, delle diverse zone di Catania: da San Giovanni Li Cuti a piazza Castello Ursino, dai rappresentanti della pescheria a via Crociferi ed al Centro Storico.

Alla riunione erano stati invitati tutti i consiglieri comunali, ma all’evento hanno presenziato il Presidente della Commissione Commercio Ludovico Balsamo, ed i consiglieri comunali: Carmelo Sgroi, Manlio Messina e Tuccio Tringale.

La riunione ha avuto lo scopo di informare tutti i commercianti sulle nuove possibilità offerte dal D.P.R. n 31 del 2017 e di fare il punto della situazione sull’andamento del dibattito intorno alla proposta di regolamento Dehors.

Più volte i commercianti sono stati tacciati di “non volere le regole” o altre similari accuse, ma l’oggetto della nostra richiesta è in realtà proprio l’opposto: regole chiare e rispettabili, scritte in vista di uno scopo razionale e preciso che contemperi le esigenze di tutti. Il problema è invece che spesso, più che attenzionare la sostanza di quello che si propone, si lanciano provvedimenti-copertina per ottenere visibilità politica senza produrre o innovare nulla.

Se, infatti, si analizza anche solo sommariamente il contenuto della proposta in discussione si nota subito che:

– per Dehors si intendono tavoli sedie e ombrelloni che vanno smontati ogni sera al solito orario (le due in estate e l’una in inverno), l’unica parvenza di dehors similare ad una struttura fissa (ma sempre stagionale e smontabile) è ammesso nelle zone periferiche di Catania.

– che le partizioni verticali sono di vetro di sicurezza (vietato plexiglass o materiale plastico di qualunque tipo) dal verosimile peso di circa 25-35 kg ciascuno, che vanno ogni sera smontate senza tenere in minimo conto il carico di lavoro che si è chiamati a svolgere e la pericolosità di tale disposizione.

nessuna reale destagionalizzazione si produce con il regolamento attuale che anzi, rispetto alle altre realtà italiane e europee, penalizza Catania privandola di un fondamentale strumento di sviluppo turistico e commerciale. Basta difatti il buon senso per capire che un ombrellone e un pezzo di vetro alto 1,20 metri non protegge né dal freddo, né dalla pioggia, né essendo smontabile ogni sera a fine giornata consente di investire in progetti di rilevante peso economico.

aggravio burocratico e costi di presentazione delle istanze: piantine su piantine, foto, rendering e certificati aggiuntivi per gli stessi attuali elementi (tavoli sedie e ombrelloni) che oggi vengono autorizzati con una sola piantina del professionista incaricato, ad un costo stimato che oscilla tra 1.500 e 2.000 euro. Questo per agevolare i già “poco” vessati commercianti italiani.

– che le sanzioni sono estreme, basta una sola violazione per decadere dalla concessione dell’anno in corso e quello successivo. Malgrado più volte si gridi alla giungla e epiteti similari nessun però fornisce i dati ufficiali: le multe al centro storico per violazione di suolo pubblico sono diminuite negli ultimi anni malgrado i controlli incessanti. Basterebbe raccontare i dati statistici per rendersi conto che i commercianti non sono soggetti brutti sporchi e cattivi come invece li si vuole dipingere. Piuttosto sarebbe interessante rilevare quanti controlli ci sono stati in altre zone di Catania, con quale frequenza, e quanti risultati hanno prodotto, dato che – come tutti possono notare – il fenomeno dell’abusivismo commerciale dilaga serenamente (qualcuno ha fatto un giro di pomeriggio alla zona della fiera? Qualcuno nota le centinaia di sedie e tavoli abusivi nei vari chioschi o camion dei panini? Qualcuno nota che gli orari vengono rispettati solo dai commercianti che pagano le tasse?).

La discussione è stata ampia ed ha infine rilevato un preoccupante fenomeno che ci sembra doveroso denunciare all’attenzione pubblica, molteplici commercianti che pagano regolarmente le tasse e l’imposta sul suolo pubblico attendono da gennaio il rilascio della concessione ed il rinnovo della stessa. Questo disservizio – al quale sembra che la gente debba rassegnarsi ma al quale invece noi non siamo disposti ad abituarci – non sembra destare scandalo o indignare l’opinione pubblica o sollevare i beniamini della legalità e legittimità dello Stato. Eppure lo Stato dovrebbe in primo luogo dare il buon esempio rispettando i tempi e le esigenze di coloro che dice di tutelare, basti pensare che nel D.P.R. 31 del 2017 il tempo per il disbrigo pratiche amministrative è di sessanta giorni mentre a Catania siamo già a oltre il doppio e con il silenzio di molti.

La nostra battaglia continua attraverso un’opera di capillare informazione e formazione dei diritti del commerciante e degli obblighi che gravano sullo stesso. Perché le regole hanno senso solo quando sono chiare, rispettabili, giuste ed eque, quando mirano ad uno scopo chiaro e condiviso ed equanime.

Auspichiamo che questa proposta di regolamento possa essere ritirata per le ragioni sopra esposte brevemente e senza entrare nel dettaglio specifico, la vera vittoria della politica sarebbe infatti rappresentata dalla capacità di ritornare ad ascoltare le persone e le loro esigenze, di scrivere qualcosa capace di migliorare lo status e incrementare le opportunità di tutti. La politica vince quando non si attacca ad una etichetta con dietro il vuoto ma quando anche nel silenzio quotidiano è in grado di produrre progresso.

Come sempre la FIPET-CIDEC è aperta al dialogo ed al confronto con tutte le persone che vogliano confrontarsi sul tema e senza nessuna pregiudiziale.

 

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Redazione

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