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Decreto Dignità. Sgarbi: “Smettetela di rompere vietando inutilmente!”

Musei e siti archeologici e culturali gratis, sempre? La Sicilia perderebbe oltre 26 milioni di euro

Spopola sul web il video dell’intervento di Vittorio Sgarbi durante la discussione sul Decreto Dignità alla Camera.
Il critico d’arte sbotta in aula sul divieto a giochi e scommesse con vincite in denaro di qualunque tipologia. Emendamento che, tuttavia, non arriva al Senato se non per il discutibile messaggio “nuoce gravemente alla salute” sulle slot machine e sui gratta e vinci, con le avvertenze relative ai rischi connessi al gioco d’azzardo e le limitazioni pubblicitarie.

VITTORIO SGARBI SHOW

“Abbiamo sentito parlare per una lunga parte di questo dibattito, che sarebbe ispirato alla dignità, di una umanità degradata che andrebbe protetta da sé stessa e per la quale occorrono divieti di ogni natura”, esordisce l’on. Sgarbi. “Ed è evidente che le tante cose maligne che possono far danno all’uomo non sono soltanto nel gioco che nella parola stessa indica una componente ludica”. Ed è a questo punto che Sgarbi suggerisce la lettura di Johan Huizinga, lo storico e linguista olandese che ha lasciato importanti contributi sul Medioevo, “a chi si occupa di vietare insistenetemente, di vietare la pubblicità nella piena contraddizione dei casinò di Stato che incassano quello che serve per riparare alcuni buchi di bilancio”.

“Ma mi sembra interessante accostare questa tematica del divieto a un divieto più grave – continua – che è un divieto dell’intelligenza, della conoscenza, e della formazione”. Si riferisce al divieto delle aperture gratuite dei musei la domenica disposto dal Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli.

Entra perciò nel vivo del suo intervento.”Ed è proprio in quei musei e in quella cultura che c’è la risposta alla ludopatia! Nella conoscenza, nel sapere. Nel correre non nelle discoteche ma nelle pinacoteche. Non nei casinò ma nei musei. E andarci gratis, sempre, tutti i giorni, attraverso una formazione lenta che porta gli uomini all’uso della ragione”. E incalza: “Perché devo pagare un biglietto per La Primavera di Botticelli?”, si domanda.

VIETATO VIETARE

“Ognuno ha diritto anche ai propri vizi. Ha diritto a poter fare quello che vuole dei suoi danari e della sua follia. Non possiamo vietare i vizi”. Secondo l’on. Sgarbi è necessario invogliare alla fruizione dei musei “per educarsi a non perdere di vista il vero gioco”.

“A un demente che va in un bar a giocare, occorre indurlo a continuare finché non perderà la testa e la ritroverà in qualcosa di diverso. Che deve essere quel museo aperto che voi volete chiudere. Se io non apro i musei dalle 6 (del pomeriggio, n.d.r.) a mezzanotte, che alternative avrò a quei giochi?“, continua il critico d’arte che conosce bene la vita e i suoi vizi.

Apriamogli i luoghi del piacere e dell’intelligenza“. E suggerisce di incentivare i servizi accessori: “Mettiamogli ristoranti, bar e persino una piccola macchina per il cretino che vuole mettersi lì a giocare con la slot machine accanto a un Botticelli”. Ed esorta: “Ma non vietiamo! Esaltiamo, incitiamo alla conoscenza. Vietare è un crimine!

QUALE RELAZIONE TRA LA LUDOPATIA E I MUSEI GRATIS?

La connessione tra il vizio del gioco, l’azzardopatia e la ludupatia e l’apertura dei musei è un’abile mossa più comunicativa e mediatica che politica. Molto forzata, ma funziona nella sua irragionevolezza e dati alla mano.
Il demente – prendendo in prestito l’appellativo affibbiato ai giocatori patologici dall’on. Sgarbi – che vive dell’ossessione dell’azzardo difficilmente noterà un museo aperto a qualsiasi ora del giorno e della notte. Anzi, è molto più probabile che la famiglia lo trovi a chiedere soldi in prestito dagli usurai quando si sarà giocato tutto quello che possiede, e oltre.

I DATI REGIONALI E NAZIONALI. UNO SGUARDO A CATANIA

Musei gratis, sempre? In Sicilia, nel 2017, i siti archeologici, culturali e museali hanno prodotto un fatturato pari a 26.084.970,50 di euro per circa 5 milioni di visitatori. A rilevarlo sono i dati del Dipartimento dei Beni Culturali che l’on. Sgarbi dovrebbe ancora ricordare bene. L’incremento rispetto all’anno precedente è di circa 3 milioni di euro.

Andando ad analizzare i dati dell’Ufficio statistiche del Mibact, nel 2017 si registrano incassi che sfiorano 200 milioni di euro sull’intero territorio nazionale per 50 milioni di visitatori. Si arriva facilmente alla ragionevole deduzione logica che i musei gratis, sempre – come sostiene l’on. Vittorio Sgarbi – sarebbe una perdita che l’Italia non si può permettere. Ma è anche in virtù di questi dati che l’idea di prolungare gli orari di apertura dei musei fino a mezzanotte sarebbe vantaggiosa dal punto di vista economico oltre che culturale.

Giochiamo in casa con un esempio lampante. L’esperimento di Officine Culturali avviato qualche anno fa con le visite guidate notturne al Monastero dei Benedettini ha funzionato. E non solo quelle. Ma parliamo di un modello gestionale come pochi in Italia, e i risultati sono tangibili senza approfondite indagini ma andando semplicemente a curiosare.

I RISULTATI DEI MUSEI GRATIS LA PRIMA DOMENICA DEL MESE

Truenumbers.it  ha sintetizzato graficamente i risultati del Mibact.

“Da quando è stata avviata l’iniziativa – si legge nel commento a corredo del grafico – le persone che sono entrate nei musei la domenica sono di più di quelli che sono entrati pagando negli altri giorni. L’iniziativa funziona dato che i ricavi dei musei tra il primo luglio 2014 e il 31 dicembre 2017 sono sempre aumentati così come gli ingressi. Le domeniche al museo gratis non creano problemi”.

Ma ormai il danno è stato fatto.

 

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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