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Ddl acqua pubblica, M5S: “difendiamo il testo”. Crocetta: “L’acqua non potabile si paghi la metà”

acquaIn discussione all’Ars il ddl sull’Acqua pubblica;  i deputati del Movimento 5 Stelle sin dal primo giorno di insediamento al parlamento regionale, hanno sostenuto la battaglia per un ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.

“35 mila firme raccolte per il referendum, 150 delibere consiliari e 2 disegni di legge di iniziativa popolare, – ricorda il presidente della IV commissione Giampiero Trizzino, deputato Cinquestelle – hanno dimostrato che la Sicilia vuole che l’acqua torni ad essere un bene comune. I deputati siciliani hanno adesso il potere di dare seguito a quella volontà. Fare politica significa avere il coraggio di operare scelte responsabili, significa essere portavoce dell’espressione dei cittadini”.

“Un banco di prova sulla agibilità a Sala d’Ercole della legge che da oggi sarà votata, – afferma Angela Foti, deputata Cinquestelle componente della commissione Ambiente – che è stata brillantemente superata con l’archiviazione di una pregiudiziale che la dice lunga sugli interessi che questo testo sta andando a muovere proprio per i principi innovativi introdotti”.

Su questa legge ci sono ancora dei punti in dubbio, come in primis,  il ruolo dei Comuni che non hanno mai ceduto le proprie reti agli Ato ed il ruolo delle agenzie private e di chi gestisce in ambienti territoriali ben precisi.

L’attuale stesura del ddl prevede che i privati non vengano cacciati, piuttosto dovranno essere inseriti nella gestione gli enti pubblici. Tutto il sistema di gestione subirà forti cambiamenti, ed i poteri, accentrati in un’unica autorità, saranno affidati al Presidente della Regione. Resta agli assessori la gestione del servizio.

Crocetta esordisce dicendo che l’acqua che non può essere utilizzata per uso alimentare deve essere pagata al 50% e aggiunge che ha proposto un emendamento alla riforma sull’acqua pubblica, premendo sul fatto che è necessario  evitare che i cittadini oltre il danno subiscano pure la beffa. Non è accettabile  che si paghi acqua come se fosse potabile quando non lo è, c’è tanta gente che paga l’acqua a prezzo pieno e poi è costretta a comprare cassette di minerale perfino per cucinare.

I sindaci dei comuni che si sono battuti per l’acqua pubblica, associazioni, comitati e movimenti si sono dati appuntamento per un sit-in a Palermo in Piazza del Parlamento, di fronte Palazzo dei Normanni sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, in difesa del ddl 455 che ha come caposaldo della normativa la gestione affidata ad enti di diritto pubblico.

Anthony Barbagallo, parlamentare regionale del PD e relatore del disegno di legge sulla ripubblicizzazione dell’acqua ha detto che bisogna prepararsi ad esaminare ed approvare una delle leggi più significative degli ultimi anni e che la riforma siciliana sarà un punto di riferimento anche per le altre regioni. Inoltre , ha continuato spiegando, che ci sono alcuni punti profondamente innovativi  ad iniziare dalla previsione della ‘tariffa unica regionale’, che farà in modo che in Sicilia ci sia uno standard di servizi e costi per i cittadini che pagheranno la stessa tariffa, da Palermo a Portopalo.

Interviene anche l’altra deputata del M5S Valentina Palmeri: “Sull’acqua non si devono fare utili – dice la parlamentare – perché è un bene comune oltre che pubblico, si deve sancire questo principio universale in Sicilia, terra da sempre oggetto di forti speculazioni private, per non dire altro”. “Abbiamo inserito, inoltre, nel ddl tutta una serie di principi rivoluzionari – aggiunge Palmeri – e innovativi a sostegno del cittadino, della risorsa acqua e dell’ambiente”.

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Redazione

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