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Daniele Doesn’t Matter – “Youtuber” per lavoro e passione!

Pubblicare video su YouTube per gioco e per passione, veder crescere la propria pagina con tanti iscritti, avere milioni di visualizzazioni e fans, realizzare il proprio sogno diventando famosi. Si può sintetizzare così la vita di uno “Youtuber” ma in realtà, dietro la telecamera c’è molto di più.

Ecco come un ragazzo comune diventa uno dei comici più amati del web!
Lui è Daniele Selvitella in arte Daniele Doesn’t Matter, ha un canale tutto suo su YouTube da diversi anni, ha più di 600 mila iscritti ed ogni suo video supera le 250 mila visualizzazioni.
“Rappresento episodi antropologici con un fondo di verità e denuncia sociale attraverso sketch, personaggi e videofenomeni di Youtube, rispondendo alla domanda: “perchè la gente vuole diventare fenomeno di Youtube umiliandosi?!”: It Doesn’t Matter”!

DanieledoesntDaniele ha subito accettato con grande simpatia, l’intervista per farsi conoscere meglio dai nostri lettori de “L’Urlo”

 

Chi è Daniele Selvitella nella vita di tutti i giorni? Raccontaci qualcosa di te.
«Daniele Selvitella è un ragazzo normalissimo, diplomato in grafica pubblicitaria e laureato in Scienze del Design, che ha deciso di abbandonare la professione di Web Designer per dedicarsi al mondo di YouTube. Mi fa strano parlare in terza persona… E ora che ci penso, dicono tutti “sono un ragazzo normalissimo”. Voglio distinguermi: so scrocchiare a comando il polso! Questo non tutti possono vantarlo!»

Come nasce l’idea di realizzare e pubblicare video comici su “YouTube”?
«Deformazione professionale. Con la voglia di sperimentare e con la passione del cinema e del video editing ho mescolato il tutto con le mie conoscenze del web per vedere cosa sarebbe successo su Youtube. Che risposta contorta. In soldoni: mi piace comunicare. Youtube mi ha dato la possibilità di farlo ad un vasto pubblico.»
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In quanto tempo riesci ad ideare i tuoi video e quali sono le tue maggiori fonti di ispirazione?
«Parlando di situazioni sociali che possono essere capitate a tutti, è facile farsi ispirare. Basta entrare in un negozio o farsi una passeggiata in centro per carpire le abitudini delle persone. La caricatura è servita su un piatto d’argento.
Facendo video ogni venerdì, da 5 anni, l’ideazione dev’essere molto rapida… Anche se richiede parecchio tempo (quasi un ossimoro direi). Sono circa 6 ore di scrittura sceneggiatura, 5 di riprese e 18 di montaggio video.»

 
Secondo te, cosa spinge tanta gente in particolare i ragazzi, a guardare i tuoi video su YouTube?
«Sono seguito da un pubblico veramente vario. Mi segue il ragazzino come l’adulto. Credo che il trucco sia proprio il fatto di trattare temi che riguardano tutti. Cerco di realizzare video dove la gente che li guarda, possa dire: è vero!!! E’ successo anche a me!»

 
Cosa pensano di te i tuoi amici ed i tuoi familiari?
«Bisognerebbe chiederlo a loro… Non credo che la loro opinione su di me sia cambiata… I 10 minuti di “Daniele Doesn’t Matter” che la gente segue al venerdì, i miei famigliari e i miei amici li subiscono 24/24!»
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Che cosa è cambiato nella tua vita da quando sei diventato famoso?
«Fondamentalmente niente. A livello lavorativo: ho molti più impegni e sempre meno tempo libero. A livello emotivo è tutto come prima.
Diventare “famosi” è un po’ come aspettare i 18 anni. Non vedi l’ora che arrivi quel momento e la mattina in cui ti svegli maggiorenne, ti rendi conto che non è cambiato niente dal giorno prima. Responsabilità a parte.»

Tra i tanti che hai girato, hai un video preferito?
«Nì. Nel senso: amo sempre il mio ultimo video. Cerco di migliorarmi ogni volta, quindi mi innamoro del nuovo video.
Anche se ammetto che ogni tanto, riguardando i vecchi video riesco a stupirmi di come mi siano venute in mente certe battute. Credo che quando riesci a divertirti in prima persona con le cose che fai, hai vinto tutto.»

Nel 2011 hai partecipato al programma di Piero Chiambretti “Muzik Show” di Italia 1 ed hai condotto su Radio Kiss Kiss “KissKissenefreaga”. Che ricordi hai di queste esperienze?
«Assolutamente ricordi molto belli. Non ho mai sfruttato youtube come trampolino di lancio per andare su altri media. Rimarrò sempre su youtube, ma mi piace sperimentare altro. La radio è stata davvero amore alla prima parola. Mi manca molto e spero di tornarci presto.»

La Mondadori ha pubblicato il tuo libro “Come diventare famosi stando comodamente seduti in poltrona”, una guida ironica e divertente per diventare famosi. Sono tanti gli “youtubers” che tentano il successo tramite il web. Pochi però ci riescono davvero. Esiste un trucco per diventare “qualcuno”?
«E secondo te, avendo scritto un libro che parla dell’argomento, ti rivelo un segreto così grande?
Ahahah, scherzi a parte… Come dico sempre: perseveranza, impegno e costanza! Sono quasi tre sinonimi ma sono requisiti fondamentali per avere successo su youtube (e in qualsiasi campo). Ovviamente serve anche un’idea.»
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In questo tempo di crisi e di sconforto per tanti giovani, secondo te, “YouTube” può diventare un lavoro?
«Youtube è già un lavoro. Ma partire da zero con la speranza di aver trovato la pentola d’oro no. Ho investito 3 anni della mia vita, prima di renderlo effettivamente un lavoro. Bisogna prenderlo come un hobby e un divertimento. Se poi le cose vanno bene, si può evolvere tutto il discorso.»

Che cosa ami del tuo essere diventato popolare e cosa invece ti infastidisce?
«Amo le persone. Amo quando mi fermano per strada. Amo quando mi scrivono per dirmi che un mio video ha strappato un sorriso. E’ la parte più bella di questo lavoro. Sinceramente non c’è niente che mi infastidisce. Ho solo poco tempo libero.»

Che progetti hai per il tuo futuro? Come ti vedi tra vent’anni?
«Uh mamma, tra vent’anni avrò 47 anni… Preferisco lasciare la risposta al Daniele del futuro. Ora mi godo il momento cercando di sfruttare ogni occasione. Progetti ne ho un bel po’…»

La critica più brutta che hai ricevuto?
«La critica più brutta non l’ho ricevuta su Youtube. Ma da una maestra alle elementari. Disse ai miei genitori: “vostro figlio ha un futuro come giocatore di carte al bar del paese”.»

Il complimento più bello che ti hanno fatto?
«Non esiste il complimento più bello… Ogni complimento è bello. Dal più piccolo al più grande. Ma sicuramente mi si riempie il cuore di gioia quando mi dicono che, durante un periodo brutto, ho strappato un sorriso con i miei video.»

Che cosa ti mette a disagio?

«Quando qualcuno se ne esce con la frase “tu si che sei fortunato”… Ehm… No! Non sono fortunato. Sono un ragazzo qualunque con i problemi che hanno tutti: felicità, tristezza, delusioni e gioie. Quello che ho tra le mani me lo sono costruito sacrificando un sacco di cose.»

Gli errori che hai commesso nella vita e che vorresti dimenticare?
«Fortunatamente non ne ho. Oddio, ho fatto un sacco di errori, ma li rifarei. Ogni sbaglio è stata una crescita che mi ha portato a come sono adesso.»

Cosa non faresti mai per nulla al mondo?
«Sai che non saprei risponderti? Di sicuro, cose che vanno contro i miei ideali.»

Se potessi cambiare qualcosa di te, quale sarebbe?
«Vorrei essere Brad Pitt ahahaha.»

Il ricordo più bello della tua vita?
«Ne ho tanti. Quello inerente al mondo di Youtube è sicuramente il primo raduno a cui ho partecipato. Dal computer non ti rendi conto di quanto affetto la gente possa provare per te. Poi un giorno, ti ritrovi davanti ad una folla di centinaia di persone che gridano il tuo nome in coro… E’ una delle sensazioni più belle del mondo. Ringrazio ogni singolo giorno per questa cosa, perché non tutti possono avere la fortuna di viverlo.»

 

maxresdefaultDivertiamoci un pò!                                                                                                                                                                         

Adesso dimmi:

3 Aggettivi che ti rispecchiano
«Solare, Simpatico, Tranquillo.»
3 Paure che ti intimoriscono
«Essere dimenticato, rimanere da solo, non riuscire a far ridere.»
3 Difetti che ti caratterizzano
«Logorroico, un pelino egocentrico a volte irascibile.»

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C’è qualcuno a cui vuoi dire “grazie”?
«Anche se può sembrare una paraculata: grazie a tutti quelli che mi seguono. Se sono qui oggi è soprattutto merito loro.
E per ultimi ma non meno importanti: i miei genitori. Che hanno SEMPRE appoggiato ogni mia scelta. Ecco, questa è la vera fortuna della vita: avere dei genitori che credono in te, anche quando viene detto loro che diventerai un giocatore di carte al bar.»

Un saluto speciale ai lettori de “L’Urlo”
«Cari ragazzi de L’Urlo, vi mando un bacione grandissimo, grazie per il tempo e lo spazio concessomi, California eeee… A presto!!! Uiiiiiii.»

 

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Redazione

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