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Dalla Spagnola al C-19, le pandemie che hanno messo in ginocchio il mondo

Sembra che il mondo si stia arrestando davanti ad una grave crisi sanitaria, umanitaria ed economica derivata dalla diffusione mondiale del Coronavirus, dichiarato dall’OMS, pandemia. 

In diverse epoche storiche l’uomo ha conosciuto pandemie, pestilenze, gravi infezioni endemiche che hanno decimato la popolazione mondiale.

Inoltre, motivo di preoccupazione per le epoche passate era il settore sanitario e medico, poco sviluppato e molto arretrato rispetto ai canoni attuali.

Il blog italiano “Keblog”  ha affrontato il tema della diffusione capillare della pandemia “Spagnola” nel 1918.

La memoria dei nostri nonni è molto sensibile riguardo alla Spagnola, il ricordo è incancellabile anche perché fu una delle pandemie più micidiali e pericolose che il mondo potesse mai vivere.

I morti di Spagnola, tra i 50-100 milioni su una popolazione di 5 miliardi, furono di più della peste nera del XVI secolo.

 

Donne che passeggiano in strada con il volto coperto.

 

Dove era nata la Spagnola?

Caratterizzata come influenza, iniziò a svilupparsi nel 1918.

Le tesi su dove si originò la malattia furono diverse, ma molte concordano nella nascita in Asia, in Cina in particolare, per poi passare agli Stati Uniti e trovare terreno molto fertile in un’ospedale militare francese.

I sintomi della pandemia erano gravi problemi respiratori.

Inoltre, in un momento di gravissima crisi umanitaria e sanitaria come quella del primo dopo guerra, l’influenza attecchì molto velocemente nei tantissimi corpi debilitati e, oggi diremmo “immunodepressi”, dei soldati che tornavano dal fronte e nella popolazione sfiancata dalla fame.

 

Uomo con mascherina che disinfetta i mezzi pubblici

Spagnola e Coronavirus: simili?

Il virus Spagnola si diffuse molto presto con gli starnuti e la tosse e si attaccava alle vie respiratorie ammorbandole, esattamente come il Covid-19.

Ma il grande flagello della Spagnola non fu tanto la malattia in sé, ma, come ricordato sopra, le scarsissime condizioni igieniche e la debolezza delle persone: questi due fattori furono la placenta ben sicura per l’alimentazione del virus e la sua diffusione.

Fortunatamente oggi disponiamo di eccellenti metodi di controffensiva ai virus, anche ai più letali, attraverso prodotti chimici per la disinfezione delle superfici e prodotti farmacologici, nonché terapie intensive per i pazienti a rischio.

Inoltre, la Spagnola colpi tantissimo la fascia d’età compresa tra i 18 e i 30 anni, dunque, i giovanissimi.

Mentre il Coronavirus, per quanto sia letale anche per i più giovani, ha una soglia di mortalità molto più pericolosa per le persone dopo i 30 anni.

 

Donne che lavorano con la mascherina

 

 

L’Italia il paese più colpito ieri e oggi?

Il nostro paese fu tra i più colpiti dal virus Spagnola, il secondo dopo la Russia, morirono tra le 375 e 650 mila persone con un picco di contagi di 4 milioni e mezzo.

Oggi come ieri, l’Italia è al secondo posto, tutt’ora, tra i paesi più contagiati del mondo, dopo la Cina.

Si stimano infatti quasi 22.000 contagiati e 2000 morti in tutto lo stivale, con punte più alte al Nord, da dove il virus sarebbe partito fino ad arrivare al Sud, in particolare in Sicilia con tantissimi contagiati nell’area etnea con più di 90 positivi al Coronavirus

Bambini indossano la mascherina

 

 

Fine della Pandemia

I contagi e dunque, la diffusione del virus andarono, progressivamente, diminuendo in tutto il mondo. In Italia, in particolare, sembrò sparire dal nulla.

Molti scienziati ritengono che il virus si sia evoluto in una forma meno letale di polmonite.

Del resto anche la nota “Sars” anch’essa con sintomi analoghi al Covid-19, e anch’essa proveniente dalla Cina, aveva effetti similissimi e degenerati della Spagnola.

Per concludere, il sistema, purtroppo, ciclico di pandemie ha da sempre interessato e, con alta probabilità, continuerà ad interessare il nostro pianeta e i suoi delicati equilibri sia umani sia ambientali.

La risposta delle persone deve orientarsi in criteri di responsabilità attiva e coesione sociale intelligente per superare ciò che sembra insuperabile ma che di fatto non lo è.

 

Consigli precauzionali ora come un tempo.

 

G.G.

 

crediti foto: Keblog

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Redazione

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