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L’emozione del dolore più grande nel nuovo romanzo di Massimo Granchi

'Il principe delle arene candide' stasera alle 20:45 in diretta nel gruppo Facebook "Quelli che... Letto, riletto, recensito!"

Edoardo spesso ricorda con malinconia una frase che la sua nonna gli disse nel momento del trapasso: “ricordati che qualunque cosa succeda tu sarai sempre mio nipote”.

Quella che leggerete e che potrete anche ascoltare starerà Mercoledì 21 ottobre 2020 alle ore 20:45 in diretta nel gruppo Facebook Quelli che… Letto, riletto, recensito!, per voce dell’autore Massimo Granchi e del relatore, il blogger Francesco De Filippi, è una storia triste che può capitare a ognuno di noi.

Il breve resoconto de Il principe delle arene candide romanzo pubblicato nella collana Eclypse di Arkadia Editore non deve far pensare ad uno scritto veloce e senza impegno, l’autore infatti coinvolge emotivamente trascinando il lettore nell’intimo recesso dell’animo di ogni essere umano.

La famiglia

Massimo Granchi
Massimo Granchi

Edoardo vive una vita apparentemente normale assieme alla propria famiglia formata dalla nonna Carmela, il fratello maggiore Luca, la tata Ninnina e i genitori iper impegnati con il lavoro.

Fin da piccolo aveva un bellissimo rapporto con la nonna e il fratello, non altrettanto poteva dirsi con i genitori dai quali riceveva un normale affetto, ma senza troppi slanci, cosa che invece avveniva per il fratello, in particolare da parte del padre. La cosa creava dispiacere nel ragazzo in quanto faceva di tutto per attirare l’attenzione del padre e ottenere quello stesso affetto che vedeva nei confronti di Luca.

La nuova famiglia

Purtroppo la morte delle nonna porterà a distaccare i componenti della famiglia e il culmine sarà toccato dalla separazione dei genitori, tant’è che Edoardo un giorno assisterà a una scenata degli stessi e colto da grande dolore senza riuscire ad attirare la loro attenzione tenterà di lanciarsi dal balcone di casa, azione che richiamerà finalmente l’attenzione medesima dei genitori.

Impietositi da questo tentativo suicidario i genitori cercheranno di calmare il ragazzo tanto che il padre per la prima volta gli parlerà in una modalità d’affetto che mai aveva sentito; lo stesso gli spiegherà che gli adulti spesso hanno dei problemi relazionali che si possono risolvere solo con la separazione. Al contempo gli comunica che andrà a vivere in un’altra città dove ha creato un altro nucleo familiare. A queste rivelazioni Edoardo reagì con forte disagio, tant’è che da quel giorno la sua famiglia continuava a sfaldarsi sempre più anche per un suo principio di abbassamento del tono dell’umore.

Fortunatamente la vicinanza del fratello Luca lo aiutava ad affrontare le difficoltà, dandogli consigli per rendergli una crescita sana, quasi fosse un genitore, fino a portarlo anche al successo negli studi, facendogli conseguire la maturità scolastica.

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La malattia e le rivelazioni

Purtroppo i mali non vengono mai da soli, tant’è che la madre viene colta da un forma di leucemia molto grave. Prima di morire la stessa decide di svelare la ragione del comportamento un pò distaccato del padre: Edoardo non è suo figlio.

Questa rivelazione creerà nel giovane un turbamento psicologico e non basterà nemmeno la vicinanza della fidanzata Barbara a dargli serenità. La madre nonostante stia per spirare, sentirà il bisogno di rivelargli altro, cioè il nome del suo vero padre.

Il ragazzo che al contempo era stato assunto nella Polizia di Stato, dopo aver fatto tante ricerche riuscirà a rintracciare il padre biologico; ma pavido nel presentarsi, deciderà di mandargli una lettera dove rivela la sua identità. La sorpresa è tutta nel finale: l’uomo si presenterà al figlio… ma lasciamo in sospeso il seguito che si rappresenta in un finale davvero emozionante per diverse similitudini non soltanto biologiche.

Clicca sul flyer per collegarti alle 20:45 alla speciale diretta con l'autore
Clicca sul flyer per collegarti alle 20:45 alla speciale diretta con l’autore

Senza vergognarcene possiamo asserire che le lacrime, senza troppi fronzoli, leggendo questo bellissimo romanzo escono e non possiamo che ringraziare Massimo Granchi che ha scritto una storia davvero commovente, senza smielature, ma semplicemente riportando ciò che è il reale vissuto da molte persone che magari non fanno trasparire le loro mancanze.

 

 

 

 

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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