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Dal 4 marzo a oggi, quali attività parlamentari hanno “stipendiato” gli italiani?

Nulla di fatto, o quasi. Ma tutto legittimo

Si parla poco del (vero) lavoro parlamentare, uno “sporco lavoro” che qualcuno dovrà pur fare per un pugno di euro, parafrasando il buon Sergio Leone. Protagonisti della politica italiana, relegati dietro le quinte della macchina parlamentare rispetto ai titolari degli appellativi “onorevole” e “senatore”, sono i collaboratori dei gruppi e degli eletti (i cosiddetti portaborse), categoria di lavoratori tra le più bistrattate del Paese insieme a quella – mi sia consentito – dei giornalisti.
Nell’immaginario collettivo rappresentano una casta quando i fatti dimostrano tutt’altro.

Non sono passate in sordina le diverse denunce riportate alla pubblica attenzione, come la storia di Federica Brocchetti, l’assistente dell’on. Mario Caruso che lavorava senza essere remunerata: pare che il suo stipendio venisse versato nella busta paga del figlio dell’ex sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi che, stando alle accuse, non si recava in ufficio. O come la denuncia finita in tribunale di Lorenzo Andraghetti, l’ex collaboratore dell’on. Paolo Bernini, licenziato senza una giusta causa: il Tribunale del Lavoro ha condannato l’onorevole a versare al suo ex assistente tutte le mensilità non godute dal momento del licenziamento fino al termine della scorsa legislatura, per un ammontare di circa 65000 euro di cui 30000 sono stati pignorati al parlamentare che si è rifiutato di rispettare la sentenza. Da annoverare poi l’assunzione con il Jobs Act e il licenziamento a un mese dalla fine della scorsa legislatura per 39 collaboratori parlamentari del M5S, tra ufficio legislativo e gruppo stampa. Sono stati reintegrati con l’inizio di questa nuova legislatura? Lo abbiamo chiesto a Jose De Falco, presidente dell’Associazione Italiana Collaboratori Parlamentari (AICP).

«Pur non avendo cognizione diretta della vicenda, sembra che molti dipendenti siano stati riassunti. Che le modalità di licenziamento adottate fossero necessitate dall’applicazione del Jobs Act in vista della fine Legislatura, consideri che tecnicamente, malgrado vi sia continuità, i gruppi parlamentari dal punto di vista giuridico nascono e muoiono ad ogni legislatura».

Sebbene non vi siano state votazioni d’aula e non essendoci “obbligo” di presenza, i collaboratori assunti dai gruppi e dai parlamentari sono tenuti a iniziare attività negli uffici parlamentari di Camera e Senato?

«Sebbene sia erroneo dire che vi sia un obbligo di fare alcunché da parte del parlamentare né dell’eventuale staff, si deve considerare che l’attività parlamentare e le prerogative dello status non sono limitate ai lavoro parlamentari in senso stretto. Anche in questo momento ciascun parlamentare può elaborare proposte di legge, atti di sindacato ispettivo (interrogazioni, risoluzioni, mozioni interpellanze), esecitare il sindacato ispettivo presso gli istituti di pena, curare il territorio e promuovere ogni tipo di iniziativa politica sul territorio e a livello nazionale in relazione alle politiche che ha più a cuore. Non a caso anche senza un governo e l’insediamento delle commissioni ciascun parlamentare si vede corrisposta l’integrale voce di “spese per esercizio del mandato” ed ogni altra indennità».

Ma si sono insediati negli uffici? Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto alcune segnalazioni in redazione: sembrerebbe che i collaboratori dei parlamentari del M5S al primo mandato non abbiano realmente iniziato la propria attività sebbene siano stati contrattualizzati.

«Credo che la situazione sia molto variegata e ci siano vistosi rallentamenti nell’assegnazione degli spazi. I collaboratori che sono stati contrattualizzati dai rispettivi parlamentari, come i dipendenti dei gruppi che hanno il contratto, ovviamente vengono retribuiti. Il problema è che molti ancora sono senza contratto perché la maggior parte dei parlamentari hanno sospeso l’assunzione di chicchessia dovendo ancora capire a quali commissioni prenderanno parte e che tipo di competenze necessitano (essere governo o opposizione è rilevante per l’organizzazione del lavoro). Non ultimo fattore di grande incertezza è la durata della legislatura e il possibile ritorno alle urne. In mancanza della costituzione delle commissioni (con la definizione degli uffici di servizio) anche le ripartizioni vanno al rallentatore. Senza dimenticare che alla Camera, con la chiusura di Palazzo Marini, vi sono alcuni parlamentari che si ritrovano due per stanza».

In buona sostanza, i parlamentari eletti il 4 marzo e i loro collaboratori sono legittimati a percepire indennità e rimborsi anche rimanendo sul proprio territorio. Considerata la condizione di stallo e non potendo programmare votazioni d’aula, non è stata registrata la presenza dei parlamentari. E i loro collaboratori? Idem, essendo alle dipendenze dei loro parlamentari di riferimento.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".
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