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D’Agostino: “Nessuna deriva autoritaria, la riforma mette l’Italia al passo coi tempi”

Nicola D’Agostino, membro del gruppo Sicilia Futura, non crede che l’attuale riforma costituzionale possa portare ad alcuna deriva autoritaria come sostenuto, in una recente intervista pubblicata sull’Urlo, dal vicesegretario del Pd Catanese, Jacopo Torrisi.

A parere del deputato regionale la riforma Renzi-Boschi non muta i principi basilari della Costituzione, ma aggiusta leggermente l’organizzazione dello Stato italiano in modo da metterlo al passo coi tempi e con le altre nazioni occidentali. Il Senato si dovrebbe trasformare in un “senatino” che si riunirà presumibilmente un paio di volte al mese e che affronterà principalmente le questioni relative ai rapporti tra lo Stato e le regioni.

Nessun deficit di democraticità – secondo d’Agostino – appare riscontrabile nell’organizzazione costituzionale che seguirà all’approvazione della riforma in quanto i senatori rimarranno tali solo nel nome perdendo qualsivoglia funzione legislativa.

D’altra parte sembra innegabile che questa riforma, mantenendo un’unica camera dove si svilupperà il dibattito parlamentare, renderà veloce il procedimento legislativo e il Governo italiano credibile in Europa.

Dunque, ad avviso del parlamentare siciliano, la riforma costituzionale,  seppur “pasticciata” perché frutto di un compromesso con la minoranza del Pd ed alcuni partiti minori,  rimane un’innovazione attesa da ben 40 anni che il popolo italiano non deve lasciarsi sfuggire.

Per questo motivo Sicilia Futura ha deciso di sostenere la riforma organizzando 130 comitati per il SÌ  in tutta la Sicilia, di cui una quarantina in provincia di Catania, e una campagna elettorale con una grande conferenza in ognuna delle provincie siciliane seguita da dibattiti sul dettaglio della riforma nei vari comuni.

 

 

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