Cronache

Da Catania a Roma, promosso il colonnello Gargaro: il saluto alla città

Dopo due anni a capo del Comando Provinciale dei Carabinieri, arriva Covetti

Il rapporto leale con i giornalisti, l’atteggiamento collaborativo dei cittadini e un organico militare – seppure con qualche carenza – che ha lavorato in modo eccellente. Sono questi i ringraziamenti che il colonnello dei Carabinieri Francesco Gargaro ha rivolto alla città di Catania. Dopo due anni di intenso lavoro a capo del Comando provinciale etneo, Gargaro volerà a Roma come capoufficio del Comando Generale. Al suo posto, arriverà il colonnello Raffaele Covetti a cui lo lega un’amicizia ventennale.

I Risultati fin qui ottenuti

Nel biennio 2015-2017, sono stati oltre 72.700 i reati perseguiti pari al 77% delle denunce presentate alle Forze dell’Ordine. Tra questi: 21 operazioni antimafia, 100mila perlustrazioni sul territorio con 697 arresti nel settore del contrasto alla droga, 628 armi sottratte ai clan catanesi e oltre 400 arresti per estorsione. Numeri importanti di cui il colonnello Gargaro va fiero con una “netta diminuzione dei reati tentati e consumati” in tutta la provincia.

La città alza la testa, collabora con gli inquirenti e sembra aver ritrovato fiducia nelle istituzioni. Particolarmente importanti, in questo senso, sono le quasi 1700 segnalazioni giornaliere che il Comando Provinciale ha ricevuto negli ultimi due anni. Un recente caso balzato agli onori della cronaca è l’arresto, avvenuto grazie a segnalazioni anonime,di Luigi Cassero presunto autore dell’omicidio avvenuto a  Palagonia. Infatti, dei 13 efferati omicidi che hanno macchiato la provincia etnea in questo biennio, i Carabinieri guidati da Gargaro ne hanno scoperti 10. Ma com’è cambiata Catania in questi due anni? Gargaro ha sottolineato il “tentativo di riscatto di Librino”, un processo ancora iniziale che affonda le sue radici nell’impegno civico di molti cittadini. Ma anche un Centro Storico più sicuro e “un’attenzione alta che mai calerà” alla minaccia terroristica.

Nelle riflessioni di Gargaro, c’è posto soprattutto per i colpi sferrati ai clan mafiosi etnei. Dai Laudani agli Assinnata, dai Nardo ai Santapaola-Ercolano, dai Nizza ai Mazzaglia-Toscano-Tomasello, i Carabinieri hanno passato al setaccio tutto il territorio provinciale. Di certo, punta di diamante dei risultati ottenuti in questi due anni è l’arresto nel gennaio 2017 del latitante Andrea Nizza, inserito nella lista dei più pericolosi secondo il Ministero dell’Interno.

“I risultati nel contrasto alla criminalità organizzata si aggiungono a quelli contro la delinquenza. Ques’ultima è quella che più incide nella percezione di sicurezza del cittadino. Non abbiamo nulla da recriminarci, ciò che potevamo fare lo abbiamo fatto. Siamo molto soddisfatti ma si può sempre migliorare e sicuramente questo avverrà in futuro”.

Dunque, cambio di guardia ai vertici provinciali dell’arma. La città adesso è pronta a dare il suo benvenuto al nuovo comandante Raffaele Covetti.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.
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