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“Da 19 giorni ho i sintomi ma non mi fanno il tampone”: la storia di Davide

AGGIORNAMENTO ORE 19:25

Davide Campagiorni ha effettuato il tampone.

Davide Campagiorni è un giovane siciliano che ieri ha affidato ai social il suo personale sfogo. Residente a Tremestieri Etneo lamenta i sintomi del Covid-19 ma denuncia di non avere fatto il tampone

«Dal 10 marzo sono a casa con sintomi -racconta Davide- dalla notte del 24 marzo ufficialmente in isolamento domiciliare. Ho seguito inizialmente la cura per la polmonite, data dal medico curante via telefono, con antibiotici, più farmaci anti allergici e broncodilatatore, visto soffro anche di allergia, oltre a pillole di cortisone. Per finire ansiolitici, prescritti dal medico nell’ultima settimana».

Ma le crisi respiratorie aumentano insieme al timore di Davide dopo le preoccupanti notizie che circolano sul Covid-19. La sanità siciliana non sembra all’altezza di sostenere un’emergenza di tale portata, come nel caso del Policlinico di Catania.

«Dopo 19 giorni continuo ad avere crisi respiratorie fino ad oggi gestibili. Ma nonostante la scheda fatta con l’Asp di Catania via telefono nella mattinata del 24 marzo, ad oggi neanche l’ombra del tampone. Risultato: non so ancora se sono positivo o no», prosegue il giovane. 

«La saturazione dell’ossigeno, calcolata comprando un saturimetro in farmacia, capita spesso scenda al di sotto dei valori normali. Anche sotto i 90 nei momenti più provanti. Ho chiamato due volte il 118, intervenuto prontamente, ma nel momento in cui i medici sono arrivati nella mia abitazione, la mia saturazione era stabile e alta. La decisione presa dai dottori è stata quella di continuare la mia permanenza a casa, scongiurando saggiamente eventuali rischi di contagio in ospedale, qualora poi non fossi risultato positivo. Purtroppo -prosegue il ragazzo- negli ultimi due giorni è aumentata anche la tosse e la pesantezza nel respiro non dà tregua, soprattutto la sera e in prossimità della notte».

Lo sfogo di Davide prende toni aspri dinanzi all’assenza delle istituzioni sanitarie. Sulle prime pagine dei giornali, via dirette Facebook i volti più noti della politica rassicurano la popolazione dopo aver avuto, pur non mostrando sintomi, facilmente accesso al tampone.

«Eppure devo continuare a leggere di personalità eminenti dal punto di vista sociale che fanno i tamponi e dicono agli altri andrà tutto bene. Due pesi, due misure. Spero altre persone non stiano vivendo questi momenti di incertezza e scoramento, ma viene lecito chiedersi: la salute è uguale per tutti?», conclude Davide Campagiorni.

 

E.G.

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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