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CUS Catania, quanto durerà il commissariamento?

L'intervista a Orazio Arancio, commissario CUS Catania

Il CUS di Catania torna sotto i riflettori. Commissariato da novembre 2017, a marzo 2019 sarebbe scaduto il mandato del vecchio Consiglio Direttivo decaduto con l’insediamento dei commissari Luigi Mazzone e Orazio Arancio. “A quando le elezioni?”, si chiedono in molti. E abbiamo girato la domanda direttamente al commissario Orazio Arancio.

 

L’intervista.

Secondo quanto previsto dallo Statuto CUSI all’art.35 bis comma 4 il commissariamento dovrebbe durare “fino alla convocazione dell’Assemblea dei soci che procederà all’elezione dei nuovi Organi”.

Nel mese di dicembre, come da statuto del CUS Catania all’art. 12 comma 2, è stata convocata l’assemblea dei soci?

«Il Consiglio Federale del CUSI dispone la nomina dei commissari con il compito di rimuove le cause di inadempimento e regolarizzare la vita associativa del CUS. Il commissariamento non ha una durata prestabilita e prosegue in relazione all’entità delle problematiche riscontrate.

Noi, in qualità di commissari, dopo la prima nomina, abbiamo avuto una doppia proroga dal Consiglio Federale del CUSI fino all’8 giugno 2019. Ma ci sono stati casi sul territorio nazionale in cui il commissariamento è durato diversi anni. Non sarà il caso di Catania, anche se le cose da risolvere e sistemare erano e sono ancora tante. Perciò non è possibile andare a convocare l’assemblea dei soci. Verrà convocata solo dopo avere regolarizzato tutto e affinché il futuro presidente possa partire nelle migliori condizioni».

Quanti sono gli iscritti e di questi quanti sono gli universitari?

«Un numero preciso su due piedi non posso fornirlo. Ma il CUS ha un numero elevato di tesserati tra agonisti e non agonisti, con una crescita degli studenti universitari. I tesserati nelle diverse discipline sono tantissimi, ma il trend negativo degli ultimi anni è stato invertito con un aumento del 30% degli studenti tesserati, e la cosa ci rende particolarmente orgogliosi».

In una intervista rilasciata a Radio Zammù dove viene illustrata la nuova convenzione tra l’Università di Catania e il CUS, il commissario Mazzone fa riferimento a una programmazione dei servizi del centro sportivo universitario a lungo termine. Eppure, all’art. 35 bis, comma 3, dello Statuto del CUS, al commissario viene attribuito esclusivamente il “compito di rimuovere le cause di inadempimento e procedere alla regolarizzazione del C.U.S.”.

Perché non parla mai di queste elezioni?

«Come ho detto prima, noi non siamo ancora in grado possiamo stabilire la data esatta delle elezioni che sarà decisa con il CUSI. Al momento si sta verificando anche l’albo dei soci per vedere la sua regolarità. Per quanto riguarda i poteri dei commissari, ricordo che hanno sia poteri sia di amministrazione ordinaria che straordinaria. Pertanto, vista l’urgenza, abbiamo incontrato il Rettorato per discutere gli investimenti in modo da offrire un servizio migliore agli studenti attraverso la redazione del Piano Triennale sottoposto anche all’attenzione del Magnifico Retore e del Direttore Generale. Entrambi hanno mostrato di essere uomini illuminati sotto questo punto di vista, avendo ben compreso la necessità del CUS per tornare a essere competitivo sul territorio di Catania. Le elezioni, ripeto, non sono una nostra priorità dato che ancora non è stato regolarizzato tutto».

Il Rettore non ha poteri sul CUS. Quali sono i vostri rapporti con il Magnifico Francesco Basile? Di quale natura è il vostro legame?

«Il CUS ha piena autonomia nella gestione degli impianti e dell’ente che però restano di proprietà dell’Università. Altra prerogativa dell’Università è la possibilità di nominare due membri nel Consiglio. Il Rettore si è mostrato molto interessato alla vita del CUS, che vorrebbe sulla falsariga del sistema dei college americani. Tra noi e il Rettore c’è un rapporto di profonda stima e collaborazione».

A luglio scorso noi dell’Urlo abbiamo pubblicato un documento che indicava una presunta sottrazione indebita di denaro per l’ammontare di circa 140mila euro da parte di Luca Di Mauro.

Come avete proceduto in qualità di commissari dell’ente? Avete informato gli organi competenti? E con quale esito?

«Come nostro dovere abbiamo informato tutti gli organi competenti ma non ci è dato conoscere l’esito delle indagini visto il segreto istruttorio, e non tocca a noi fare processi o esprimere giudizi che spettano agli organi competenti nelle opportune sedi».

Orazio Arancio si potrebbe candidare alla presidenza del CUS? Ti piacerebbe ricoprire questo ruolo?

«Occuparmi del CUS è un impegno che personalmente mi sta gratificando molto perché è un impianto in cui sono cresciuto sia sportivamente che umanamente e perché rappresenta uno dei pochi polmoni sportivi a disposizione della città. Io sono cresciuto dentro la Cittadella. La Cittadella è testimone della mia passione sportiva quando ero quasi ventenne perché è lì che mi sono allenato prima di raggiungere la nazionale. Non avendo mai giocato per il CUS, non ho lo status di socio. Quindi non ho il diritto a candidarmi alla presidenza e se mi piacerebbe… Beh, non me lo chiedo neanche visto che è una possibilità che non mi è concessa».

E il commissario Mazzone? Potrebbe avere questa ambizione?

«Lui è un socio del CUS, quindi lui potrebbe. Ma non avendo deciso nulla riguardo le elezioni è ancora prematuro. Non ne abbiamo ancora discusso e pertanto occorrerebbe chiedere a lui. Per quanto mi riguarda ha dimostrato di avere le qualità umane e le competenze necessarie per essere un buon presidente».

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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