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Cuffaro all’ARS, è polemica: “Ho diritto anche io di parlare. In una democrazia questo è il minimo”

Giancarlo Cancelleri si trovava a New York quando ha appreso che Totò Cuffaro varcherà l’ingresso principale dell’ARS per partecipare a una conferenza sui diritti dei figli dei carcerati. Ed è subito polemica. Sulla sua pagina facebook tuonano gli scoppiettanti strali contro l’ex Presidente della Regione condannato per favoreggiamento alla mafia e rivelazione di segreto istruttorio. Reati per i quali ha scontato una pena di 7 anni di reclusione e dal 13 dicembre 2015 è in libertà.

Collegatevi, è successa una cosa vergognosa!

Posted by Giancarlo Cancelleri on Thursday, 6 September 2018

“Queste persone (Totò Cuffaro, n.d.r.), sebbene abbiano pagato il loro conto con la giustizia, non hanno pagato il loro conto con la morale nella vita dei cittadini”, sbotta Cancelleri. E digrignando: “Chi si è macchiato di quei reati non può entrare lì e andare a parlare di quello che vuole. Lì fanno un convegno sui diritti dei carcerati. Ma lo facciano dove vogliono! Non possono farlo all’interno di una istituzione che è stata distrutta tra l’altro anche dal suo operato”.

“Comprendo bene che ti senti in ‘missione per conto di Dio’ ma non compete né a me, né a te fare il giustiziere”.

Inizia così la “difesa d’ufficio” all’ex Presidente dalla tastiera del Presidente ARS Gianfranco Miccichè che ha autorizzato l’uso della sala intestata a Piersanti Mattarella per la conferenza che ospiterà Cuffaro.

“Che ti piaccia o no Totò Cuffaro ha scontato la sua pena e saldato il suo debito con la giustizia”, scrive Miccichè sulla sua pagina facebook rispondendo alle invettive di Cancelleri.
“Ricorda, inoltre, che mettere la museruola a qualcuno è segno di paura, non di forza”.

Il Presidente ARS pone la questione sul piano democratico della libertà di espressione: “In vita mia non ho mai impedito a chicchessia di dire la sua, men che meno lo farei con chi ha sofferto in carcere.
E non lo farò nemmeno stavolta, nemmeno se il tuo problema si chiama Totò Cuffaro.
Non starò qui a spiegarti che costui rappresenta un pezzo importante di recente storia siciliana. E una cosa sia chiara: censurare non fa parte del mio dna”.

Cuffaro riesce a spaccare l’antimafia regionale siciliana.

Sulle orme grilline, Borrometi.

A seguire la linea giustizialista grillina, il giornalista sotto scorta Paolo Borrometi. In un post sul suo profilo manifesta la propria indignazione: “Totò Cuffaro non si è mai detto pentito rispetto alle gravi accuse (ripeto, favoreggiamento alla mafia) per le quali è stato condannato.
Ed oggi, vederlo “pontificare” nella sala dedicata alla memoria di Piersanti Mattarella, mi fa comprendere che la nostra amata Sicilia è davvero anni indietro”.

“Forse la mia indignazione non servirà a nulla. Ma almeno che sia chiaro, io non ci sto, non rimango in silenzio, altrimenti sarà anche colpa mia, colpa nostra: in quella sala, nella sala dedicata a Mattarella, un condannato per mafia non può tenere una conferenza. Questo assolutamente no”. Il giornalista rilancia così l’hashtag di Cancelleri: #NoACuffaroNellaSalaMattarella.

Insolitamente garantista, Fava.

Stupisce invece molti la presa di posizione di Claudio Fava, Presidente della Commissione antimafia all’ARS.

Magari se fosse stato un rapinatore, un omicida, un terrorista o un tangentista nessuno si sarebbe strappato le vesti. Ma è Cuffaro, ex galeotto, pena scontata. E la piazza ha deciso: gli altri sì, lui no”.


“L’hanno invitato a parlare ad un convegno che s’intitola ‘Oltre le sbarre. Uno sguardo ai diritti e alle tutele dei figli dei detenuti’. Dunque? Dov’è lo scandalo? Deve tacere perché si chiama Cuffaro? Ci fa così paura da togliergli il diritto di parlare della sua esperienza di detenuto assieme a un direttore di carcere e al garante dei detenuti?”, si domanda.

“Io non ho nulla a che spartire con Cuffaro per cultura politica, comportamenti, amicizie, pratiche, vocazioni e furbate. Gli sono stato sempre, limpidamente e radicalmente avversario”, precisa Fava. “Ma riconosco all’ex detenuto Cuffaro il diritto di parlare della propria esperienza di carcerato. E a chi ha voglia di ascoltarlo, di poterlo fare. E lo dico proprio perché so che organizzando i sit in di protesta davanti all’Ars c’è chi già pensa di raccattare qualche voto in più o qualche applauso in più. Ma dei voti e degli applausi che si raccolgono mostrando in piazza la faccia feroce, ecco, consentitemi, io ne faccio volentieri a meno”. 

Cancelleri risponde a Fava e a Micciché.

“(Totò Cuffaro, n.d.r.) Avrà anche, come dicono loro, saldato il suo debito con la legge ma non lo ha sicuramente fatto, e mai lo farà, con la storia della nostra terra, martoriata dagli uomini della mafia, organizzazione che lui ha favorito”.

“Questa non è censura – puntualizza Cancelleri – non dicano sciocchezze i due Presidenti sostenitori del condannato Cuffaro, io non intendo censurare nessuno, ma sollevare solo un fatto di moralità e dignità. Il buonsenso dovrebbe indicare ad ognuno che ci sono modi e luoghi adatti e meno adatti per svolgere le cose”.

Cos’ha da dire il protagonista di questo acceso dibattito?

Raggiunto telefonicamente, Totò Cuffaro sembra non essere stato minimamente sfiorato dalle polemiche divampate sui social e riprese dalla stampa. Perciò, candidamente fa spallucce e risponde ai suoi principali detrattori, Cancelleri e Borrometi:

“È giusto che abbiano il loro pensiero e io lo rispetto. Come ho rispettato la giustizia, come ho rispettato la sentenza, come mi sono assunto la responsabilità di pagare la mia pena. È una loro valutazione e hanno il diritto di esprimerla per quel che mi riguarda. Non la condivido ma la rispetto”

E sulla posizione di Claudio Fava in suo favore?

“Claudio Fava è sempre stato una persona che ha detto quello che pensa. Ho letto la sua posizione. Ha detto che sono stato condannato, che ho pagato la mia pena e ho diritto anche io di parlare. In una democrazia questo è il minimo. C’è chi non la pensa così, ma per l’amor di Dio: ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero come io mi assumo la responsabilità delle cose che faccio e dei miei comportamenti”.

 

(Foto in evidenza da ilsitodisicilia.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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