fbpx
Primo Piano

Venezuelano, giornalista, rifugiato a Catania. Mi racconto

Venezuelano, giornalista, rifugiato a Catania. Mi racconto. Testo in italiano e spagnolo

Venezuelano, giornalista, rifugiato a Catania. Mi racconto. Testo in italiano e spagnolo

Alex ha iniziato il suo viaggio il 24 settembre 2019 da Caracas, Venezuela a Catania, Italia, facendo scalo a Istanbul, Turchia e a Roma.

La situazione politica, economica e sociale del suo paese natale non è tra le migliori, inoltre, la sua professione di giornalista ha collaborato a classificarlo come un soggetto antigovernativo.

Per queste ragioni, Alex è emigrato, per cercare un futuro migliore.

Il 25, notte, arriva all’aeroporto di Fiumicino a Roma. Lì, riesce a comprare l’ultimo biglietto del treno per Catania, gli aspettano altre 14 ore di viaggio.

Il giorno dopo, a mezzogiorno, arriva a Catania senza conoscere la lingua, senza conoscere la città, senza sapere dove andare o a chi chiedere. Lascia la stazione centrale con la gioia di aver raggiunto la destinazione, ma con l’incertezza e la paura di non saper nulla sul suo futuro.

Sceglie di proseguire in linea retta lungo una strada di fronte alla stazione e a pochi metri di distanza arriva in un negozio e acquista una scheda SIM per poter parlare con la sua famiglia. Inoltre, utilizzando un’app di traduzione comunica con difficoltà con il signore del negozio, di origine indonesiana.

Si mette alla ricerca di un hotel dove soggiornare. Dunque arriva ad un B&B Sul Molo, dove trascorrerà la sua prima notte pagando 50 euro.

Giorno di elaborazione

Alle 5:00 del mattino di giorno 27 va direttamente alla questura di Catania, ufficio immigrazione.

Nell’elenco dove si è iscritto vi sono tantissimi nomi di immigrati – in maggioranza africani – che attendono l’apertura dell’ufficio alle 8.00.

Quando arriva il suo turno, usando il traduttore, richiede la misura di protezione umanitaria. Ma deve attendere che un operatore che parli spagnolo sia disponibile.

Alla fine riesce a essere assistito dall’unico operatore che parla un po ‘ di spagnolo e gli spiega dettagliatamente il suo intero viaggio, di come è arrivato a Catania e perché chiede asilo. Nonostante la difficoltà della lingua riesce a capire, accetta la richiesta e gli indica i passaggi successivi da adottare per quanto riguarda il requisito.

In cerca di spazio

Alex ha pochi soldi quindi non può permettersi di continuare a pagare 50 euro a notte. Trova una stanza condivisa, in un ostello vicino Villa Bellini, dove soggiornerà per una settimana pagando 12 euro a notte.

Passa una settimana e Alex non capisce ancora l’italiano, ma deve cercare un cambio di stanza e di lavoro.

Cammina senza un indirizzo fisso in cerca di fondazioni o organizzazioni umanitarie come Caritas, chiese e ONG finchè arriva a San Berillo.

Cammina per le strade di San Berillo e ascolta una signora che parla spagnolo. È invaso dalla gioia di sapere che sarà in grado di parlare con qualcuno senza pensare sempre a come far capire quello che vuole.

Alex dice alla donna che sta cercando lavoro e un posto dove vivere perchè non ha soldi.

Andatura diversa

Maria, la signora che parla spagnolo, dopo aver pranzato con Alex, lo porta alla sede di una fondazione salesiana. Qui fa un’intervista e dopo varie telefonate riescono a trovare una stanza in un’altra sede salesiana a San Gregorio di Catania per ospitarlo per una settimana.

Durante questa settimana ha lavorato riparando un muro in una stanza e ripulendo un appezzamento di terreno. Ad aiutare Alex è il signor Gaetano incaricato di prendersi cura della stanza dove vive.  Infatti, lo porta in un centro di cura per anziani a San Giovanni de la Punta, dove Alex accetta di rimanere per un pò di tempo.  Può mangiare e dormire in cambio di un lavoretto.

Dopo un mese Alex trova miracolosamente un lavoro come badante e quindi torna a San Gregorio di Catania per lavorare. Nonostante Alex non sappia ancora parlare bene l’italiano riesce comunque a svolgere il proprio lavoro.

Decisioni

Dopo Alex incontra altri venezuelani per le strade di Catania.

Gli hanno offerto un lavoro da badante con una retribuzione migliore. Alex, incoraggiato dal fatto di parlare la stessa lingua e con persone della sua stessa cultura, ha accettato. È così che arriva ad Augusta, dove lui e altri suoi compatrioti si devono prendere cura di un gentiluomo italiano che ha vissuto 50 anni in Venezuela. In soli 3 mesi ha già conosciuto parte di Catania, San Gregorio, San Giovanni la Punta e ora Augusta.

Arriva la fine di dicembre, la ricerca del lavoro “ideale” sta diventando sempre più complicata.

Il 2 gennaio, appena all’inizio dell’anno e senza nemmeno avere una risposta alla domanda di asilo, l’accordo di lavoro termina.

Alex è di nuovo senza un posto per dormire. Viene così ospitato a Catania da una famiglia cubana che ha incontrato solo una settimana prima.

La risposta attesa

Metà gennaio.  In cerca di lavoro ovunque Alex riceve la notizia che la sua richiesta di asilo è stata approvata e che deve recarsi alla Questura per ritirare i documenti alla fine del mese.

Mentre aspetta quel giorno Alex è alla ricerca di un lavoro. È ancora ospitato dalla famiglia cubana ma il suo rapporto con l’italiano è già migliorato. Lo capisce, inizia a parlarlo con difficoltà, ma si fa comprendere.

La versione originale dell’articolo in spagnolo

Largo viaje

Alex comenzó su travesía el 24 de septiembre del 2019 desde Caracas-Venezuela hasta Catania- Italia haciendo escala en Estambul – Turquía, la situación política, económica y social de su país natal, su profesión (periodista) y el ser catalogado como antigubernamental lo forzó a buscar un futuro mejor.

El 25 llega al aeropuerto Fiumicino de Roma en horas de la noche, a tiempo logra comprar el último boleto de tren hasta Catania le esperan otras 14 horas de viaje, al día siguiente al mediodía llega a Catania sin conocer el idioma, sin conocer la cuidad, sin saber a dónde ir o a quién preguntar, sale de la estación central (terminal del tren) con la alegría de haber llegado al lugar de destino, pero con la incertidumbre y el miedo de desconocer todo.

Elije caminar en línea recta por una calle frente a la estación, a pocos metros llega a una tienda y compra una sim card para poder hablar con su familia, usando una app de traducción se comunica con dificultad con el señor de la tienda que era de origen indonesio, hora y media después y sin perder tiempo busca un hotel B&B donde alojarse, camina orientado por google maps, llega al B&B Sul Molo donde pasará su primera noche pagando 50 euros.

Día de tramites

5:00 am del día 27 va directo a la questura di Catania (migración) se anota en una lista de inmigrante (la mayoría de África) y espera la apertura de la oficina hasta las 8 am, al llegar su turno según la lista usando el traductor solicita la medida de protección humanitaria, debe esperar que llegue algún operador que hable español para poder ser atendido.

Por fin logra ser atendido por la única operadora que habla un poco español, le hacen una entrevista larga detallando todo su viaje, cómo llegó a Catania y por qué solicita asilo, con la dificultad del idioma logra darse entender, le aceptan la solicitud y le indican los próximos pasos a dar referente al requerimiento.

Buscando habitación

Alex cuenta con poco dinero por lo que no se puede dar el lujo de seguir pagando 50 euros por noche, nuevamente usando la tecnología recurre a diferentes apps desde su teléfono para encontrar una habitación que sea más económica, encuentra una habitación compartida en una hostel cerca de villa Bellini donde se quedará por una semana pagando 12 euros por noche.

Pasa una semana Alex todavía no entiende italiano, pero debe buscar un cambio de habitación y trabajo. Camina sin dirección fija buscando fundaciones u organizaciones de ayuda como caritas, iglesias y ong´s, así llega a san Berillo,  transita por sus calles y escucha a una señora hablando español, lo invade la alegría al saber que va a poder hablar con alguien, sin pensarlo se dirige hacia ella, la saluda, ella amablemente le regresa el saludo y le pregunta qué busca, el le dice que busca trabajo y un lugar donde vivir ya que no tiene dinero.

Diferentes andares

María la señora de habla hispana luego de brindarle un almuerzo a Alex lo llevo hasta la sede de una fundación salesiana, le hacen una entrevista y luego de varias llamadas logran ubicar una habitación en otra sede salesiana en San Gregorio de Catania para hospedarlo durante una semana, durante esta semana trabaja arreglando una pared de una habitación y limpiando un terreno.

El señor Gaetano encargado de cuidar la habitación donde pernota Alex, lo ayuda y terminando la semana faltando un día para desocupar la habitación lo lleva a un centro de atención al anciano en San Giovanni de la Punta, aquí Alex acuerda quedarse por un tiempo donde podrá comer y dormir a cambio de ayudar en las labores dentro del recinto.

Pasa un mes y Alex milagrosamente encuentra un trabajo de badante (cuidador de personas de la tercera edad), regresa a San Gregorio de Catania a trabajar, Alex todavía no habla italiano pero logra cumplir con su trabajo.

Decisiones

Unas semanas atrás conoció en las calles de Catania y por las redes sociales a otros venezolanos, quienes tres semanas después le ofrecen un trabajo de badante  con mejor pago, animado por  el hecho de hablar el mismo idioma, conocer la misma cultura Alex aunque está bien dónde está decide ir a trabajar con los otros venezolanos cuidando a un señor Italiano pero que vivió 50 años en Venezuela. Así llega hasta Augusta. En solo 3 meses ya ha conocido parte de Catania, San Gregorio, San Giovanni de la Punta y ahora Augusta.

Llega finales de diciembre, el trabajo “ideal” se complica cada vez más, el dos de enero apenas comenzando el año y sin aún tener respuesta de la solicitud de asilo finaliza su acuerdo laboral. Alex nuevamente sin tener donde dormir, es recibido en Catania por una familia cubana que conoció apenas una semana atrás.

La respuesta esperada

Mitad de enero, buscando trabajo por todos lados Alex recibe la noticia que su petición de asilo fue aprobada, debe ir a la Questura a retirar sus documentos a finales de mes. Mientras llega ese día Alex aún se encuentra buscando un empleo urgente, sigue hospedado en la casa de la familia cubana, ya entiende mejor el italiano y lo comienza a hablar con dificultad sin embargo ya se hace entender.

Mostra di più

Nelson Serrano

Mi chiamo Nelson Serrano, ho 38 anni e sono un giornalista. La crisi economica e politica, l'insicurezza e l'instabilità del mio paese, il Venezuela, mi hanno fatto iniziare da zero una nuova vita in Italia.

Potrebbe interessarti anche

Back to top button