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Crolla il settore turistico in Sicilia: 6,8 milioni di presenze in meno sull’Isola

L’Isola ci ha provato in tutti i modi, ma purtroppo il settore turistico ha registrato il tracollo tanto temuto. Secondo i dati stilati dall’istituto Demoskopika, la Sicilia ha registrato un calo di 2,2 milioni di arrivi e 6,8 milioni di presenze per un totale del 60% in meno rispetto al 2019.

Lo sforzo della stagione estiva non è bastato a risollevare le sorti dell’Isola, che si trova seconda in tema di perdite solo al Veneto.

«Numeri che non confortano le imprese e i lavoratori. – sottolinea Nico Torrisi, presidente regionale di Federalberghi commentando i dati estivi – Attendiamo una grossa presa di coscienza da parte del governo nazionale, le amministrazioni comunali e regionali nei confronti di un comparto che ha vissuto il momento più critico della storia degli ultimi cinquant’anni. Molta attenzione verso i tributi locali, come l’Imu e la Tari, con misure che consentano uno sgravio fiscale.

L’economia sicilia fa del turismo uno dei suoi punti cardini con un giro d’affari dal valore di 2,6 miliardi. Eppure un altro sondaggio, sempre condotto da Demoskopika ha decretato l’Isola come  regione con la migliore reputazione turistica del Mezzogiorno. 

L’isola, infatti, ha ottenuto il massimo punteggio nella classifica dell’indicatore “Ricerca della destinazione”. Un dato ottenuto conteggiando le pagine indicizzate sul motore di ricerca Google della chiave “vacanze” seguita dal “nome destinazione 2020”.

E.G.

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Redazione

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