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Crocetta ha rotto

Di Crocetta ne abbiamo piene le scatole e vuote le casse. Tutino è solo la goccia che fa traboccare il vaso.

Mentre lui si ritira a Tusa a piangere, il carrozzone Sicilia va avanti (si fa per dire) con tutti i suoi problemi e le sue vergogne. Il governatore è “persona non gradita in via D’Amelio” lo ribadiscono i fratelli di Paolo Borsellino anche dopo aver saputo che le intercettazioni potrebbero non essere vere, non è il momento di partecipare alle celebrazioni ufficiali del 19 luglio, anniversario della strage.

E poi questa auto-sospensione che senso ha? Non ha valore giuridico. Nello Statuto siciliano non esiste l’istituto giuridico dell’auto-sospensione del presidente della Regione, che può eventualmente solo dimettersi.

Tutti lo vogliono fuori e Fausto Raciti lo trattiene «oggi non ci sono ragioni per interrompere la legislatura» ha detto. Ma perchè?  L’isola è allo sfacelo. Raciti dice che bisogna separare le vicende politico-amministrative da quelle giudiziarie, e a valutare le vicende politiche c’è proprio da mettersi a piangere. Tutti questi assessori che scappano e poi i conti in rosso.

Pensiamo alle partecipate della Regione. Sviluppo Italia Sicilia spa, con il 100% delle quote in capo alla Sicilia, che si occupa di consulenza imprenditoriale e promozione dello sviluppo, gli ultimi tre bilanci registrati hanno sempre chiuso in perdita. Lo stesso dicasi per Mercati Agri Alimentari Sicilia Spa, la Regione ha il 95,32%, che si occupa di commercio di frutta e verdura. Non fa eccezioni il Parco scientifico e tecnologico della Sicilia Scpa, partecipata all’87,9%. Persino Riscossione Sicilia Spa. Qui dai 5 mila euro di rosso nel 2011 si è passati a una perdita di 1,8 milioni nel 2012 e ai -7.825 euro nel 2013.

I grandi annunci di Crocetta che tanto avevano affascinato l’elettore del 2012 provocano ilarità isterica, la stessa che avrebbe il presidente: spese in crescita, nessun taglio allo stuolo di dipendenti della regione (senza parlare dei dirigenti), i conti allo sfascio con i magistrati della Corte dei conti che ci stanno alle calcagna. Una cosa ci lascia il governatore anti mafia, la riforma delle Province…. …. … tanti punti di sospensione solo per darvi il tempo di riprendervi. A che cosa è servita? E poi l’affossamento ad aprile.

Ci aveva promesso la rivoluzione Crocetta, e la sua promessa ha mantenuto, la stiamo vivendo. Quante risate si starà facendo Cuffaro da dietro le sue sbarre, Totò che aumenta il suo indice di popolarità per ogni giorno in più che trascorre in carcere. E la volpe Lombardo sorridendo starà pensando “vi lamentavate di me eccovi Rosario”.

Altro che sbiancamento anale, qui sbianca tutta la Sicilia.

Crocetta e Tutino. L’articolo integrale dell’Espresso

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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