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Crisi Teatro Stabile, Rota e Foti chiedono un’assemblea straordinaria dei soci con la parti sociali

Catania-La crisi del Teatro Stabile ha radici lontane nel tempo e non può essere addebitata solo alla disfunzioni gestionali. E mentre il gioco allo sfascio continua, i lavoratori dell’Ente non vengano pagati da mesi. Per questo la Cgil e la Slc Cgil di Catania, chiedono un’ assemblea straordinaria dei soci del Teatro alla  presenza delle parti sociali.

La pensano così i segretari generali delle due sigle sindacali, Giacomo Rota e Davide Foti, che in una nota sottolineano: “Sosteniamo da tempo che nei confronti del Teatro Stabile di Catania e dei suoi lavoratori siano in corso continui  attacchi pilotati da una parte della politica. La grave situazione economica e  finanziaria in cui versa l’Ente non può essere attribuita solamente  ad eventuali disfunzioni organizzative e gestionali; sarebbe meglio dire che le disavventure finanziarie del  prestigioso Teatro di  Prosa della nostra città, abbiano avuto  inizio nel 2012, allorquando alcuni  politicanti pensarono che la “conquista” del Teatro sarebbe stata  funzionale ad eventuali operazioni di scambio. Tutto questo lo  abbiamo denunciato nelle sedi istituzionali.


Oggi, purtroppo, bisogna  denunciare che il gioco allo sfascio continua e ciò anche a danno degli operatori e dei  lavoratori del  Teatro; questi ultimi non ricevono le retribuzioni da aprile 2015 e  alcuni artisti non vengono pagati dal gennaio 2015, e ciò  accade nonostante da  parte dell’ente si sia provveduto all’approvazione di tutte le  delibere necessarie (bilancio consuntivo 2014 e persino il bilancio  preventivo 2015). La deliberazione di tali atti avrebbe dovuto  permettere lo sblocco di tutte le risorse assegnate dalle istituzioni  pubbliche competenti . Tali risorse sono necessarie alla  regolarizzazione dei pagamenti ed al pieno sviluppo dei programmi  (Regione circa 800 mila euro e FUS nazionale più di 1 milione di euro  e la provincia circa 500 mila euro). I motivi  per cui queste risorse stentano ad  arrivare sono di  carattere  tecnico/burocratico, in quanto ci viene detto che sarebbe  necessario innanzitutto poter entrare in possesso del DURC (documento  unico di regolarità contributiva)”.
Continua la nota a firma Rota e Foti. “A tal punto sarebbe possibile procedere ad una rapida compensazione  tra risorse regionali da erogare e regolarizzazione della posizione  contributiva e  previdenziale, ciò permetterebbe all’ente di ottenere  il DURC e  quindi sbloccare l’erogazione del Fus, Fondo unico spettacoli, da parte del  ministero. Noi pensiamo che  questo gioco al massacro debba finire. I lavoratori,  l’ente e la Città meritano lo stesso rispetto di cui  gode l’Ente in ambito nazionale. La CGIL a tal punto chiede che venga fatta definitivamente chiarezza e  che si convochi una assemblea straordinaria dei soci del Teatro alla  presenza delle parti sociali nel corso della quale possano emergere  con chiarezza le posizioni e le responsabilità “.

 

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Redazione

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