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Crisi politica alla CGIL di Catania

Giacomo Rota vuole sfiduciare Claudio Longo

È crisi politica alla CGIL di Catania. Almeno, a sentire le testimonianze e gli interventi che si sono alternati nel corso dell’incontro di ieri alla Camera del Lavoro dal titolo: “La questione democratica alla CGIL di Catania”. Presenti in platea lavoratori della ST, del commercio, degli edili, della scuola, del pubblico impiego e della categoria dei pensionati. Una platea attenta e composta intervenuta a sostegno del segretario confederale Claudio Longo.

crisi politica alla CGIL

A presiedere l’incontro Turi Siracusa, un pezzo importante nella storia degli edili a Catania. E dallo stesso Longo che ha aperto la seduta per spiegare le ragioni della mozione di sfiducia nei suoi confronti che sarà presentata in una assemblea il 5 novembre promossa dall’area di Giacomo Rota.

La sfiducia si presenta normalmente per motivi gravi se non gravissimi. Anzi: non è mai stata presentata una mozione di sfiducia per un segretario confederale in 113 anni della CGIL di Catania. E a quanto pare, tra l’altro, in questo caso non solo non ci sarebbero questi motivi gravi e gravissimi. Ma sembrano non esserci proprio i motivi.

Quanto è democratica la CGIL di Catania?

«Questa Camera del Lavoro – dichiara Claudio Longo nell’introduzione – è paralizzata da quasi sei mesi non sui problemi della città, sulle vertenze o sui posti di lavoro che si perdono. Ma su come cacciare dalla segreteria il sottoscritto. Di cosa sarei reo? Di avere alzato la testa? O forse di avere chiesto di individuare le responsabilità di Enzo Bianco nella vicenda del dissesto di Catania e quindi avere infastidito qualche settore politico? O forse sono reo di avere segnalato episodi evitabili di qualche dirigente durante la campagna elettorale per le europee a sostegno di Michela Giuffrida (PD), espressione di Mario Ciancio oggi in amministrazione giudiziaria che ha licenziato sei giornalisti di Telecolor iscritti alla CGIL?

Il punto vero – continua Longo – al di là del mio destino personale di cui mi interessa poco come dimostra il fatto di avere intrapreso questa difficile battaglia, è che il messaggio devastante che verrebbe fuori da questa vicenda è che chi alza la testa viene punito e cacciato via. E questo è inaccettabile in una organizzazione democratica.

Un altro punto è che il 5 novembre si voterà tra continuità e cambiamento, tra la CGIL dei pochi e la CGIL dei molti. Quella di oggi va considerata come un’assemblea costituente che apre un nuovo corso. La battaglia non sarà facile ma a noi le battaglie non ci spaventano», conclude.

Crisi politica o democratica? Un coro di voci si alza a sostegno di Claudio Longo

È intervenuto poi Tuccio Cutugno, dirigente storico della CGIL di Catania, per molti anni nella segreteria del sindacato. Un intervento durissimo: «Questi sono i giorni più tristi della mia vita sindacale. A Claudio Longo contestano il reato di lesa maestà. Questo modello è cominciato a franare».

Forti anche le parole di Mario Pugliese, dirigente della funzione pubblica. «La rappresaglia contro Claudio Longo – ha detto – serve a eliminare un punto di osservazione dentro la segreteria. L’apparato si vendica dell’atto di indisciplina. Occorre dire all’assemblea del 5 che essere compagni è più importante che essere amici e parenti».

A prendere la parola anche Luca Cangemi, docente iscritto alla FLC CGIL. «Il compagno attaccato è un bravissimo dirigente. Quello che hanno fatto lui e Turi Siracusa alla Fillea ha segnato molti punti in questa città contro le infiltrazioni mafiose, sono stati punto di riferimento per la democrazia a Catania. Attaccarlo è un atto di irresponsabilità. Un attacco alla Democrazia. Ma a Roma e Palermo queste cose le sanno?».

All’attacco pure Michele Pistone, rappresentante sindacale della ST Microelectronics. «Non può passare il messaggio che chi la pensa diversamente venga fatto fuori. Questa è una questione democratica decisiva per la CGIL di Catania. Se passasse questa sfiducia sarebbe la fine della Democrazia».

Al termine dell’assemblea è stato approvato un documento che verrà inviato alle strutture nazionale e regionale della CGIL nonché ai componenti dell’assemblea generale della CGIL di Catania.

Adesso, passato il week end di feste, l’appuntamento è per martedì 5 novembre quando, alla presenza del segretario regionale Alfio Mannino, si terrà l’assemblea con all’ordine del giorno la sfiducia a Claudio Longo. Intanto, la crisi politica e democratica che si respira alla CGIL di Catania è più viva che mai.

 

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Redazione

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