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Crisi Fortè. Leonardi e Mion si contendono Calcio Catania

Dal concordato preventivo alle ripercussioni sul Calcio Catania: le famiglie Leonardi e Mion si contendono la società rossoazzurra.

Crisi Fortè. Sono momenti decisivi per l’azienda in vista dell’udienza fissata il 3 dicembre. Dopo una controversa riunione con i creditori dell’azienda a Torre del Grifo, si procederà con il concordato preventivo alla IV Sezione Civile del Tribunale di Catania presentato nella giornata di ieri.

Il piano di rientro con i creditori

Il piano di rientro, pari al 50% dei debiti, sarà dilazionato in 5 anni. L’accordo tra la proprietà e i creditori è raggiunto il 15 novembre a Torre del Grifo.

Il compromesso è stato coordinato dagli avvocati delle parti, Simone Melato e Andrea Musumeci, già commissario del concordato preventivo di Wind Jet. Stando alle dichiarazioni dell’avv. Musumeci, sarebbero “state riscontrate delle irregolarità gestionali” riferibili a Fortè, senza fornire tuttavia ulteriori dettagli.

Davide Franco, presidente di Finaria Spa, la holding a cui fa capo Meridi, riconduce il tracollo economico irreversibile nel mese di luglio. La Finaria Spa, a detta dello stesso Presidente, registra debiti per 20 milioni mentre Meridi avanza un credito di 2 milioni a Calcio Catania. Perciò, l’operatività di Meridi è esclusivamente finalizzata a vendere non essendo più una società in grado di operare nel mercato.

Crisi Fortè. L’accordo con Apulia

Per risolvere la situazione aziendale, interviene Apulia, a capo dei supermercati Simply, con un contratto preliminare di affitto aziendale della durata di 9 anni rinnovabili per altri 9. Il contratto diventerà effettivo il 31 dicembre del 2019.

All’interno dell’accordo, una clausola regolerebbe la vendita dei punti Fortè ad Apulia. Apulia, in contro risposta, verserà a Meridi la somma di 3,3 milioni di euro, pari al 3% del fatturato al 31 dicembre 2019, stimato per 110 milioni.

Le ripercussioni su Calcio Catania

Ad assistere all’incontro, anche lo Stato Maggiore del Calcio Catania. Pietro Lo Monaco era infatti seduto in prima fila alla sala conferenze di Torre del Grifo.

I proventi dell’operazione rappresentano una boccata d’ossigeno per il sodalizio di via Magenta che finanziariamente avrebbe così vita però solo fino al 30 giugno, visto l’ulteriore depotenziamento economico del gruppo a cui fa capo Antonino Pulvirenti.

Tra i candidati a rilevare la squadra di calcio resta sempre in testa la famiglia Leonardi, proprietaria della Sicula Leonzio. Altri investitori esterni, tuttavia, potrebbero intervenire. La famiglia Mion, a capo di Eurospin, sono dati dagli addetti ai lavori come i maggiori concorrenti in caso di fallimento di Calcio Catania.

Articolo vistato dal Direttore Responsabile*

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Redazione

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