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Giudiziaria

Caso Crisafulli, il giudice rigetta il ricorso

Pietro Crisafulli era partito carico di speranza in camper verso Roma. Qui, la Corte di Cassazione avrebbe dovuto esprimersi circa la sentenza del Giudice per l’udienza preliminare di Catania  che aveva concesso il patteggiamento ad Anastasia Conti, condannata a 5 mesi e 10 giorni di reclusione per l’omicidio di Mimmo Crisafulli. La donna avrebbe investito il 25enne, nel marzo 2017, mentre era a bordo del proprio scooter.

Ma la quarta sezione penale della Corte Suprema di Cassazione ha rigettato proprio oggi i ricorsi presentati dalla famiglia Crisafulli e dall’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada.

Tanta amarezza e dolore nelle parole di Pietro Crisafulli, padre di Mimmo: «Vergognosa Giustizia Italiana.Giudici senza pietà. Chi uccide, può patteggiare. Da oggi gli italiani sono stati autorizzati a non fermarsi allo stop, oppure passare con il rosso. La Cassazione vergognosamente con un udienza virtuale, ha chiuso definitivamente il caso di mio figlio, dichiarando inammissibili i ricorsi, perché il patteggiamento di 5 mesi e 10 giorni con la condizionale e non menzione sul casellario giudiziale vanno bene per chi uccise mio figlio Mimmo.Si esattamente ucciso, e calpestato dalla legge italiana».

«Da 3 anni a rincorrere la GIUSTIZIA che non esiste -conclude l’uomo-. Delusione totale. Sono totalmente schifato. Se sarò ancora in vita, ricorreremo alla Corte Europea di Strasburgo, e farò di tutto per togliermi anche la cittadinanza italiana».

E.G.

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Redazione

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