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Covid-19, il Piano d’azione della Regione Siciliana

Limitazioni più aspre nei collegamenti da e per la Sicilia e maggiore efficienza nella struttura sanitaria siciliana: è questo il piano d’azione varato dalla Regione per contenere il contagio da Covid-19. A quanto già decretato si aggiunge l’appello del governatore Nello Musumeci che chiede l’intervento dell’Esercito, unica vera misura in grado di “colpire” i furbetti che ancora non si attengono alle restrizioni del Governo.

Trasporti

Novità nel decreto del 16 marzo che tagliava quasi tutti i collegamenti da e per la Sicilia al fine di contenere il contagio da Covid-19.

Per quanto riguarda il traffico merce sarà garantito ma possibilmente su unità di carico isolate non accompagnate. Disposizioni più severe, invece, per gli spostamenti via mare dei passeggeri da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria. Le corse giornaliere passano infatti da venti a quattro corse giornaliere di andata e ritorno, ma esclusivamente nella fascia oraria 6-21.

Gli unici autorizzati a raggiungere la Sicilia saranno gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate, gli operatori sanitari pubblici e privati, i lavoratori pendolari, e quanti dimostreranno comprovate esigenze di lavoro, per gravi motivi di salute e chi si trova in situazioni di necessità. D’ora in poi, inoltre, il porto di imbarco e sbarco del traffico merci a Messina non sarà più la Rada San Francesco ma l’approdo di Tremestieri. Inoltre servirà preventiva autorizzazione del presidente della Regione, perché l’Enac possa consentire la partenza e l’arrivo di voli privati nell’Isola. Tali disposizioni resteranno in vigore fino al 25 marzo.

Come si comporterà il sistema sanitario dinanzi l’emergenza sanitaria

Prioritario sarà l’adeguamento della struttura sanitaria siciliana all’emergenza coronavirus. Un primo passo sarà dotare tutte le nove province di un Covid-hospital.

«La realizzazione di alcuni Covid-hospital in Sicilia -annuncia l’assessore alla Salute Ruggero Razza- è il presupposto per fare trovare il sistema sanitario siciliano pronto. Abbiamo adottato dei modelli organizzativi. Tutto si può fare tranne che evitare di usare l’esperienza di altre regioni italiane. Questi modelli stanno prevedendo anche la riconversione di alcune strutture ospedaliere che è già iniziata. Nella seconda fase del piano coinvolgerà tutte le province. La riconversione è una scelta necessaria. Dobbiamo mettere sul piatto della bilancia delle decisioni come la necessità di curare il paziente in un luogo di cura e fare continuare l’attività ordinaria degli ospedali».

Attualmente la disponibilità in Sicilia nei reparti di terapia intensiva è di 120 posti letto, un numero che la Regione mira ad aumentare fino a 650. Ad oggi ne sono occupati  28.

Nonostante il divario l’assessore alla Salute non si è mostrato preoccupato: «Oggi registriamo un lieve miglioramento. Inoltre – ha proseguito – applicando il peggiore moltiplicatore possibile la dotazione di posti letto già disponibili oggi ci consente di non trovarci alla situazione di asfissia». Importante anche l’incremento di 400 medici e 600 infermieri che, una volta finita l’emergenza, potranno esser egualmente inseriti in un piano di inserimento di risorse umane in pianta stabile.

Il rientro di 35mila persone dalle zone “rosse” del Covid-19

A fronte del rientro di 35mila persone  provenienti dalle regioni del Nord Italia, la Regione valuta l’ipotesi di sottoporre a tampone tutti i cittadini rientrati. 

«Abbiamo voluto porre un freno e abbiamo chiesto a tutti i cittadini siciliani di registrarsi in Sicilia. Prima finalità era potere censire e rappresentare al governo centrale come il fenomeno fosse assai cospicuo. La registrazione ha consentito di essere tale. Nella prima settimana circa 8 mila rientri dalla sola provincia di Milano. Stiamo lavorando per valutare la possibilità di allargare il campionamento a test con il tampone o con altri strumenti a questa popolazione che è rientrata. Non ha senso farlo nell’immediatezza ma a sette o 14 giorni dal loro rientro in Sicilia, in maniera da isolare una platea potenzialmente asintomatica. Il documento è in elaborazione con linee guida dell’isolamento domiciliare», conclude Razza.

Inoltre, nella notte è arrivato un importate carico di mascherine FFP2 dalla Protezione civile.

E.G.

 

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Redazione

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