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Covid-19: “Potevamo preparci prima e meglio”

Covid-19: Parla un medico del reparto di terapia intesiva di un ospedale catanese

Covid-19: come si affronta l’emergenza a Catania?

Nell’arco di tre giorni un medico che opera al reparto di terapia intensiva riesce a fornisci la sua testimonianza. Sono giorni molto intensi e nei momenti di relax è comprensibile che chi sta in prima linea cerchi riposo. La sanità catanese regge? Come ci siamo preparati alla grande emergenza pandemica?

Ecco cosa ha scritto, tra un turno ed un altro. Ringraziando questo angelo che veglia sulla nostra salute vi lasciamo alle sue parole

***

In Terapia intensiva va ancora bene. I pronto soccorso sono dei lazzaretti

Ad oggi la nostra realtà non è nemmeno paragonabile a quella che stanno vivendo i colleghi lombardi. Nei reparti di terapia intensiva di Catania la pandemia è ancora contenuta. Non abbiamo numeri eccessivi. Ma, sperando che gli scienziati si sbaglino, il picco ancora non c’è stato.

La realtà è ben diversa nei pronto soccorso o nei cosiddetti reparti COVID. Sembrano quasi dei lazzaretti.  Da una parte i pazienti in attesa – se va bene 24 ore – dell’esito del tampone; dall’altra quelli già positivi in attesa di essere collocati nei vari reparti.
Lo “sfortunato” in attesa di tampone – dal momento in cui entra in ospedale – non ha più contatti con i propri familiari che verranno chiamati solo dopo l’esito del tampone.

Dobbiamo stare bardati per 4 o 5 ore senza poter fare pipì o bere

Non sappiamo cosa ci aspetta, ci hanno solo chiesto di ampliare i posti letto indipendentemente dalla logistica, dal numero dei medici e degli infermieri. A loro interessa fare posti, a noi curare i malati. Ma è come se ci avessero detto armatevi, senza armi, e partite. Si poteva fare tesoro di quello che è successo al nord, per non farci cogliere impreparati, ma cosí non é stato. Quello che un po’ tutti lamentiamo sono i non sufficienti DPI. Dobbiamo elemosinare anche una mascherina chirurgica, che ovviamente non abbiamo a portata di mano.

Ad ogni turno dobbiamo sprecare meno dispositivi possibili, così si cerca di stare dentro la rianimazione più tempo possibile, fino a che resisti, certo. Bardati di tutto punto non si può bere ne far pipì e arrivare a 4-5 ore è tanto.

Nella mia terapia intensiva siamo passati da 12 a 20 posti, tutti riservati COVID. Le altre patologie non le ricoveriamo più. I politraumi, in questo periodo saranno pure inferiori, ma ci sono anche altre patologie che richiedono un posto in terapia intensiva.

Gli altri reparti hanno raddoppiato i posti. E poi sono nati dei reparti COVID per separare i pazienti. Le attrezzature sono state racimolate, al sud si è lavorato sempre con i mezzi e l’oraganizzazione carente, questo è risaputo. Solo, che in questi momenti si evidenziano ancor di più le nostre carenze.

Questa malattia infettiva andava pianificata subito

Bisognava creare dei percorsi puliti e sporchi perché si rischia facilmente di infettarsi. Bisogna considerare che ognuno di noi – operatori – torna a casa dalle proprie famiglie. Si dovevano creare subito protocolli e percorsi. Tutto quello che entra non può uscire se non decontaminato adeguatanente. Mi dicono lo stesso gli altri colleghi delle rianimazioni catanesi: le cose non sono diverse.
Adesso siamo quasi pronti ma potevamo farlo prima.

Il 118 per diverso tempo ci ha portato gente per cui era richiesto ricovero in rianimazione, nonostante fosse risaputo che eravamo una rianimazione solo COVID. Il solito modo di lavorare alla carlona.

leggi al link i dati di ieri 24 marzo

il link al sito del Ministero della Salute

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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