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Costanzo: “Diamo un’identità a Catania”

Catania Identity, il progetto legato alle attività produttive e culturali di Gianluca Costanzo.

Un progetto concreto e soprattutto attuabile in poco tempo quello che Gianluca Costanzo, assessore designato dall’attuale sindaco Enzo Bianco, ha per Catania e che per questo ha chiamato Catania Identity evocando il concetto di identità già dal nome.

Nessun colore politico ma solo una proposta da “uomini del fare”, portato avanti con Antonio Mannino.

“Dai confronti con i veri protagonisti della città, commercianti, artigiani, agricoltori, imprenditori, ci siamo resi conto che manca, oltre le regole, un vero progetto unitario”.

L’idea di Catania Identity è quella di creare un’identità alla città favorendo lo sviluppo di iniziative di qualità legate alla cultura, all’arte, alla storia, all’intrattenimento, all’accoglienza, alle produzioni autoctone, ai mercati “che rappresentano –  spiega Costanzo –  la ricchezza di questa città”.

Creare l’identità, spiega Costanzo, vuol dire “avviare un progetto di marketing territoriale fissando i ruoli degli attori protagosti, immaginando dei percorsi definiti nella città, valorizzando le peculiarità delle zone”.

L’area del food, della storia, del lungomare, l’area industriale e dell’agricoltura: zone conosciute ma la cui identità non viene riconosciuta al di là degli stessi catanesi, rimanendo per lo più nell’ombra per i turisti che animano la città ormai l’intero anno.

“Catania, avendo un prodotto di qualità,ha bisogno di una strategia  e di un piano di marketing territoriale. Il progetto è tutta la città – sottolinea –  e l’amministrazione la deve rendere competitiva in tutto il mercato. Catania è città di mille cose, ma nessuno le racconta mai”. Tutte le iniziative culturali e non, risultano essere slegate tra di loro e non parte di un percorso comune.

“Non mi sono inventato nulla, penso solo all’area metropolitana e vorrei definire un masterplan entro Sant’Agata 2019, senza neanche grandi risorse e rimanendo con i piedi per terra”.

Per realizzare tutto questo, però, tutte le parti interessate, assessorati e non, dovranno lavorare in sinergia. “Se la sinergia viene da parti politiche differenti diventa tutto complicato –  conclude con una frecciatina –  se viene da uomini del fare, invece, diventa tutto più semplice”.

 

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