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Costanzo (Cna): “Per Sant’Agata, licenze provvisorie e più controlli”

La festa di Sant’Agata come simbolo di legalità? “E’ possibile se si presta attenzione ai particolari”. A dichiararlo Lorenzo Costanzo, vicepresidente nazionale Cna-Federmoda.

L’attenzione per la festa di Sant’Agata, iniziando già dalla presentazione del programma, si è concentrata sulla legalità delle giornate. Non è certo un mistero, per alcun catanese, che ci sono ancora molte zone oscure su alcuni avvenimenti accaduti negli anni passati e su cui si profilava l’ombra della mafia.

“Il problema della legalità – dichiara Costanzo – non si deve solo circoscrivere agli interessi della mafia, ma in linea più generale gli atti illeciti e non inerenti alla festa che ne compromettono la religiosità e la sacralità. Poniamo l’esempio della vendita delle candele: i venditori ambulanti non solo non rilasciano lo scontrino, ma non sappiamo neanche da dove provengono i ceri e dove andranno a finire i soldi”.

Il problema dei torcioni e delle candele a cui nessun fedele rinuncia si ripresenta ogni anno, settimane prime dell’approssimarsi della festa. Più di un’amministrazione ha tentato di regolamentare l’accensione dei ceri, decisamente pericolosi per la sicurezza cittadina, senza alcun successo. Anzi, ogni anno che passa sembra che il numero di venditori aumenti esponenzialmente con i torcioni accesi.

“E’ necessario – continua Costanzo – avere un’idea chiara di quanti siano. È per questo che propongo all’assessore alle attività produttive, Angela Mazzola, di creare delle licenze temporanee, anche a costo forfettario per regolamentare la situazione. Non solo, in questo modo ci sarebbe più ordine, ma anche il Comune ci guadagnerebbe in termini fiscali e di immagine”.

E non c’è festa che si rispetti senza gli stand di dolci e caramelle, sulle piazze e lungo le vie principali del percorso agatino.

“Senza voler fare di tutta l’erba un fascio – dichiara – chi assicura ad ogni cittadino che ciò che mangia è controllato e non scaduto? Si potrebbe mettere la mano sul fuoco che il torrone sia stato prodotto con ingredienti genuini e conservato in buono stato. E non parlo solo per le bancarelle, ma di chiunque offra alimenti”.

Attenzionare, dunque, l’igiene in momento in cui la confusione e la spensieratezza spesso tendono a sopraffare la sicurezza normalmente ricercata.

“Si allertino i Nas e l’Asl – conclude Costanzo – affinchè questo momento di festa rimanga tale, in piena sicurezza anche per la salute”.

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