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Nicola Costa invoca “Sfracelli d’Italia”

19105863_1965169637053390_1903653221959697041_nDebutterà giovedì 29 al Teatro Chaplin di Catania l’ultima fatica teatrale di Nicola Costa che ne firma anche la regia dal titolo che lascia ben sperare quanto appena detto: “Sfracelli d’Italia, l’Italia s’è desta?”

Il pubblico che si prepara ad assistere ad uno spettacolo scritto, diretto, o recitato da Nicola Costa, tra le alte cose anche direttore del Laboratorio Accademico di Drammatizzazione permanente del Centro Studi Teatro e Legalità – Academia d’arte Drammatica di Catania, sa benissimo che uscendo dal teatro porterà con se un cambiamento. Come deve essere per il buon teatro italiano, quello con la T maiuscola, quello dei grandi maestri ancora oggi famosi in tutto il mondo, quelli che hanno gettato le fondamenta del teatro occidentale, esso sa unire sapientemente un paio d’ore di puro divertimento ad un messaggio che, allontanandosi da una facile morale, riguarda più uno spunto di riflessione, qualcosa che ti porti a casa come un chiodo fisso e che, per forza di cose, ti fa cambiare il modo di vedere ciò che ti circonda.

19224880_10211498152362611_1693004059808371242_nIl titolo che cita chiaramente i primi due celeberrimi versi dell’inno nazionale la dicono lunga sul tema dello spettacolo. Che si tratti di una provocazione, una critica al sistema contemporaneo o una presa di posizione poco importa perché, come sostiene lo stesso Costa, il teatro non è mai il fine, ma il mezzo attraverso cui urlare, denunciare, emozionare, condividere, e come tale, sia nel testo che nella messa in scena non vuole essere altro che un modo per comunicare, forse un disagio ma pur sempre un messaggio chiaro e diretto di quella che è la visione dell’artista.

19191162_10211498478010752_998718887_nCompito dell’arte, da sempre, è quello di mettere lo spettatore davanti la realtà delle cose, filtrata con gli occhi di chi l’ha creata naturalmente, ma pur sempre una verità, un modo di vedere se stesso, il contesto in cui vive e di chi vi assiste. Così come le prostitute dipinte a Parigi nei primi del novecento, tutti le conoscevano e proprio per questo destavano più scandalo se immortalate su una tela, Sfracelli d’Italia vuole spettacolarizzare ciò che è già sotto gli occhi di tutti.

Uno spettacolo corale, non solo per il numero degli attori e attrici che formano il cast (Antonio Amendolagine, Lucia Berbera, Ornella Benenato, Grazia Cassetti, Maricè Fiorito, Irene Galvagno, Noemi La Cava, Caterina La Rosa, Ernesto Magrì, Livio Milazzo, Stefania Nibbi, Alessandra Sapienza, Alessandra Vasta) ma anche perché annulla totalmente, come ormai tradizione da Pirandello in poi, la quarta parete, rendendo il pubblico in sala non più spettatore ma attore a sua volta.

19060084_10211492056290213_5150435074116033966_nChe il pubblico ne esca migliore non è possibile dirlo, il teatro di Nicola Costa non ha la pretesa di insegnare nulla, ma che ne venga fuori con una maggiore consapevolezza questo si poiché assistere ad uno spettacolo in teatro è sempre l’esperienza di tante vite quanti sono i personaggi che le vivono e, l’autore che le ha impresse su carta, il regista che gli ha dato forma e incrociare così tante esperienze non può che arricchire chi ne viene a contatto.

Con tali premesse non c’è che da aspettarsi un grande spettacolo e siamo tutti ansiosi di poterlo confermare!

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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