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Cosa vuol dire essere genitori?

Quando si diventa genitori?

Essere genitori e diventare genitori questo è il focus, queste sono le due domande con cui vorrei iniziare il viaggio attraverso la vostra lettura.

Forse lo si è da sempre, un figlio esiste già prima della sua nascita, dal momento in cui solo l’idea entra nel nostro immaginario, ed iniziamo a costruirci su un pensiero, una fantasia, che piano piano diventa sempre più reale e carico di aspettative.

Si parte da un “noi”,  da un rapporto d’amore, dal significato che i figli possono dare alla nostra vita, al senso che possono avere all’interno della coppia rappresentando l’inizio di un progetto di vita e la costruzione della famiglia, al piacere egoistico “siamo in tre” una “cosa nostra” nata da noi in un ottica di onnipotente continuità, il sogno della trasmissione genetica e del proprio cognome.

Non c’è genitore che alla nascita del figlio non abbia pensato ad un progetto di “figlio ideale”, all’ immagine di perfezione, che spesso va ridimensionata e riadeguata al figlio reale estraneo al modello desiderato.

Come dice J. Lacan: “L’altro lo amiamo perchè è la giusta immagine del nostro desiderio”

Ricopre grande importanza anche la scelta del nome, caratterizzante il futuro bambino, su cui fantastichiamo e  a cui idealmente diamo un’immagine, e attribuiamo un significato spesso storico-familiare.

Il distacco da questi modelli immaginari interni, non sempre è facile.

Basti pensare al processo di identificazione con gli adulti di riferimento che hanno in qualche modo inconscio o meno diretto e guidato la nostra esperienza agendo in modo positivo o negativo.

Quando si ama il bisogno di contatto, calore, affetto dovrebbero essere reciproci, ciò che ci guida all’interno delle relazioni sono le emozioni, la loro intensità. Da questi gesti si impara ad amare e la deprivazione da cure materne e/o paterne -aggiungerei-, e amore, produce effetti negativi terribili. Solo se si è stati amati in modo tenero e non castrante senza sostituirsi all’altro si potrà essere capaci di amare e di abbandonarsi all’altro nell’illusione di un’unità perfetta da adulti e di guardare insieme nella stessa direzione.

Ma sono tanti i modi in cui si può essere genitori:

si può esserlo anche senza volerlo, ci si ritrova in un ruolo che non ci appartiene ed in una situazione che non avevamo desiderato…

…o ancora lo si può essere senza concepire in modo diretto, ma attraverso l’adozione, pur non essendo genitori biologici, ma con un gran desiderio, affetto e stabilità. Non è il concepimento che fa di una persona un genitore responsabile amorevole e affidabile. Ne abbiamo meravigliosi esempi da nonni, zii, ecc.

In ogni situazione, ci troviamo davanti a delle scelte, a dei cambiamenti, a delle difficoltà, a dei rischi che la presenza di una piccola creatura renderà vivi ogni giorno.

Il desiderio di un concepimento voluto o no saranno sempre presenti ed emergeranno dopo la nascita attraverso discorsi, gesti, emozioni, sentimenti, così come le aspettative che ci hanno guidato fin qui. I bambini sentono tutto, non dimenticatelo mai, sentono l’amore ma anche il rifiuto, la percezione delle emozioni di chi si prende cura di loro, il tono della voce, le assenze, ed i silenzi alle loro richieste.

Cosa significa volere un bambino? È davvero un incontro d’amore fra un uomo ed una donna? Cambia tra i due sessi? La donna fin da piccola è stata cresciuta con l’idea di diventare madre, e l’uomo in quanto tale a dare segno di esserlo attraverso un figlio? Serve a completare la coppia o a tenerla legata? Cosa ci aspettiamo? Cosa cambia dopo? Siamo pronti al cambiamento di vita e di coppia?

La nascita di un figlio, che sia un evento biologico o meno trasforma la persona in sè e la coppia. Occorre amore, pazienza, attenzione, allenamento, tempo.

Ecco si è sempre stati genitori ma tutto inizia dopo questi misteriosi nove mesi di vita all’interno dell’utero materno, quando finalmente conosciamo questo piccolo estraneo e lui impara conoscere noi, riconoscendo il suono della nostra voce. Inizia così dopo la gravidanza, il parto, l’allattamento una relazione intensissima, una dipendenza dai genitori, in quanto lui non è una “cosa” ma un piccolo individuo che vive d’amore e ha bisogno di protezione.

Ricordando ciò che scrive K. Gibran ne “Il Profeta”

” I vostri figli non vi appartengono. Sono i figli dell’appello che la vita fa a se stessa. Li mettete al mondo, ma non li create. Abitano con voi, ma non sono vostri. Potete donare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri, poichè essi hanno la propria immaginazione.Potete provvedere ai loro corpi, non alle loro anime poichè esse abitano nella casa del domani dove non potete entrare neppure in sogno. Potete sforzarvi di essere come loro, ma non tentate di renderli simili a voi, poichè la vita non torna indietro e non si ferma a ieri. Voi siete gli archi con i quali i figli sono lanciati come frecce viventi …”

Photo Credits: web

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Alessia Nestori

Catanese di nascita ma romana di adozione e studi. Psicologa laureata presso ‘La Sapienza’ di Roma, specializzanda in Psicoterapia ad orientamento Psicoanalitico Lacaniano presso l’Istituto Freudiano di Roma. Dopo la laurea ho frequentato l’ABA di Roma, Associazione che si occupa di Disordini del Comportamento Alimentare, conseguendo una specializzazione in “Clinica Psicoanalitica dell’Anoressia-Bulimia e dell’Obesità”. Ho portato la mia esperienza clinica in progetti sul “Benessere Psicologico” presso alcune Farmacie. Appassionata anche di Psicologia Giuridica, dopo un master presso l’AIPG (Associazione Italiana di Psicologia Giuridica) di Roma di cui sono socia, ed un corso biennale di formazione in Psicodiagnostica, ho collaborato con l’USSM (Ufficio Servizi Sociali Minori area Penale) di Catania. Attualmente lavoro presso la Corte di Appello di Roma come Psicologo ex art. 80 per il Ministero di Giustizia negli Istituti Penitenziari.A Catania, la mia città, che non voglio abbandonare, collaboro con la Procura del Tribunale per i Minorenni, e con il Punto Luce che fa parte del circuito di Save the Children, dove mi occupo di un progetto sulla genitorialità “Spazio Mamme” ma dove i papà sono i benvenuti. Sono convinta che per il benessere dei figli occorra la partecipazione di tutti gli adulti di riferimento. La mia passione per la fotografia, i viaggi, l’arte, il cinema, il teatro e la moda, mi permette di ritrovarmi e ricaricarmi. Il mio vivere in volo tra Roma e Catania è probabilmente la mia energía e la fonte di ispirazione, come ogni viaggio in cui porti sempre qualcosa di nuovo dentro.

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