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Cosa donereste a Catania? Rispondono le personalità catanesi

Il prossimo natale sarà diverso. Vogliamo essere ottimisti mutuando parole e richieste di personalità catanesi che hanno risposto alla nostra domanda “cosa regaleresti a Catania?”

«Salute e lavoro» è la risposta quasi ovvia ma non del tutto scontata del sindacalista dell’UGL Angelo Mazzeo “la nostra città in questi mesi ha sofferto tanto, regalerei lavoro e quindi dignità ai catanesi”.

Lanfranco Zappalà, storica colonna portante del Consiglio Comunale di Catania dice la sua «vorrei dare un aiuto concreto a tutti quei cittadini che in questi mesi hanno sofferto enormemente».

«Io, se potessi, a Catania e alla Sicilia regalerei un vaccino che funzioni. Mi auguro che la salute possa accompagnare tutti i siciliani e non solo» risponde Nico Torrisi, amministratore delegato della Sac.

Roberto Bonaccorsi, vicesindaco e assessore del comune di Catania, sa che le cose di cui avrebbe bisogno la nostra città sono tante ma quello che più vorrebbe per il nuovo anno è sembra – ancora scontato da dirsi – «la scomparsa della pandemia».

Marco Rubino, sindaco di Sant’Agata Li Battiati «alla nostra terra regalerei tanta progettualità per dare lavoro a tutte quelle persone che non lo hanno o che lo hanno perso».

È Raffaele Trovato, giovane consigliere del comune di Trecastagni e candidato sindaco alle scorse elezioni che esprime il desiderio di donare al proprio territorio «maggiori investimenti sulle infrastrutture e sulla tecnologia. Più risorse per il progresso e lo sviluppo» dice.

«Regalerei maggiore capacità di organizzare l’attività pubblica, perché è questo che manca in Sicilia – afferma l’Avvocato Giacomo Bellavia, presidente di AMT Catania –  Auguro di avere un po’ più di serenità dal punto di vista sanitario e che ci siano degli investimenti importanti in Sicilia per il settore pubblico. Ma anche tante opportunità per i privati che hanno perso tanto».

«Serenità post pandemia e ripresa economica – si augura Simona Suriano, parlamentare alla camera M5S – Spero in una città dove finalmente si possano riabbracciare i nonni coi nipoti, gli amici e le persone che si amano. Voglio un scatto di orgoglio per i cittadini: non accontentatevi, chiedete di più a noi politici perché Catania merita di essere una grande metropoli».

Enzo Bianco, ex sindaco del comune di Catania ci dice: «Attraversiamo un periodo difficile della storia recente della nostra città e della Sicilia. Abbiamo dimostrato di avere un grande senso di civiltà durante il primo lockdown. Non dimenticherò mai le canzoni divertenti cantate al balcone sventolando il tricolore. Mi auguro che questo spirito di unione si protragga anche in seguito alla pandemia. Se potessi, regalerei alla mia città gioia di vivere e senso di riscatto per Catania, auspicando che nel recovery Fund non ci si dimentichi della Sicilia come si è sempre fatto e che si riescano a mettere in atto quei progetti di cui si discute da tempo (ad esempio il ponte sullo stretto). L’ultimo desiderio che ho per il prossimo anno è che l’amministrazione Pogliese si risvegli dal torpore in cui si trova e che abbia il coraggio di riprendere quei progetti iniziati dalla scorsa amministrazione e lasciati in sospeso».

Da Nadia Lauricella, influencer disabile Siciliana, arriva un invito all’inclusione: «Regalerei alla mia Sicilia più scivoli per le persone diversamente abili, più mezzi pubblici accessibili a tutti. Creerei più luoghi pubblici riservati alla categoria dei disabili e non solo, affinché ognuno di noi possa sentirsi appagato. Oltre all’inclusione mi auguro che ci sia più unione e che si investa nella creazione di collegamenti per il trasporto molto più rapidi affinché gli spostamenti diventino più semplici».

«Il sogno da esaudire per il 2021 è quello di riuscire ad incidere sul cambiamento di questa terra attraverso le competenze scientifiche e umane presenti all’interno della nostra Università. – afferma il Magnifico rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo – Vorrei contribuire ad un cambiamento visibile ed effettivo per il futuro dei nostri giovani. In questo momento di difficoltà, tutti noi, istituzioni e cittadini, dobbiamo riscoprire quei valori della solidarietà, della cooperazione e della comunità, autentici motori dello sviluppo del nostro territorio. Soltanto con la nostra volontà, impegno, determinazione e capacità di metterci a servizio del territorio possiamo far ripartire Catania e la Sicilia. L’Università di Catania, con tutte le sue componenti, così come nel 2020, continuerà a dare il proprio contributo soprattutto ai più giovani».

E tu? Qual è il regalo che fareste a Catania e alla Sicilia?

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