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Corso Sicilia nel degrado. É emergenza

Per comitato cittadino necessaria convocazione straordinaria consiglio comunale

Corso Sicilia tra abbandono, incuria e sporcizia. Per il comitato dei residenti di Corso Sicilia, è assoluta emergenza. Una situazione non più vivibile che ha superato qualsiasi limite di sostenibilità e, soprattutto, di vivibilità.

Quello che doveva essere il salotto buono di Catania, la city finanziaria, è diventato terra di nessuno. La rissa tra migranti e italiani in piazza Grenoble, proprio alle spalle di Corso Sicilia, è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso che fino ad ora è stato davanti gli occhi di tutti.

Non solo senzatetto che rendono i portici in ricoveri sotto le stelle, con relative latrine di fortuna, ma anche prostitute, topi, preservativi e spazzatura di ogni tipo. Una situazione, quindi, che rende impossibile vivere giornalmente e in maniera salubre e tranquilla la zona.

La situazione non va bene neanche ai pedoni: finiti i portici, a ridosso di piazza della Repubblica, il marciapiede diventa inesistente e, data l’insana abitudine dei catanesi di sfrecciare come se fossero in un circuito, attraversare rappresenta un vero e proprio pericolo. Su questo argomento, il consigliere Ludovico Balsamo aveva già presentato all’assessore Di Salvo la richiesta di ammodernamento del marciapiede.

Per “accendere le luci” sulle zone d’ombra, il comitato ha quindi chiesto la possibilità di convocare una seduta straordinaria del consiglio comunale. Invito raccolto dal gruppo consiliare Fratelli d’Italia, che si è incaricat anche di raccogliere le firme dei 9 consiglieri necessari per la convocazione del civico consesso.

L’idea è quella di dare finalmente un atto pubblico di indirizzo politico allo stato di emergenza di Corso Sicilia, in modo tale da creare responsabillità politica e non solo. L’atto sarebbe quindi uno strumento per richiedere i mezzi necessari per la riqualificazione e, allo stesso tempo, uno strumento per “difendere” i cittadini da eventuali inadempienze e, in quel caso, citare in giudizio per danni il Comune.

“La classe politica –  scrive Ivan Maravigna, rappresentante del comitato –  cerca di farla passare (la situazione nb) per un male incurabile, di tipo cronico, sperando di riuscirci a convincere che, con questo male, dobbiamo, obtorto collo, convivere. Io credo che questi soggetti, che stanno dimostrando di non essere una classe dirigente all’altezza del compito che noi cittadini abbiamo chiamato a svolgere, debbano essere messi dinnanzi alle proprie responsabilità affinché non possano accampare alibi di alcun tipo.” Passare quindi dalla protesta alla proposta.

 

 

 

 

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Redazione

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